Altri Sport
28 Ottobre 2025

L'NBA vuole mangiarsi l'Eurolega

Il basket USA è in crisi, ma ancora ricco e molto avido.

Il basket europeo per come lo conosciamo potrebbe non essere più lo stesso. Da mesi si rincorrono le voci sul progetto di un nuovo campionato organizzato da NBA Europe, la filiale europea della lega statunitense, che dopo essersi vista rifiutare una proposta di collaborazione commerciale da ECA (la società che gestisce i diritti di Eurolega), ora medita il lancio di un proprio torneo al quale potrebbero aderire i migliori club d’Europa.

Un’offerta sul piatto che garantirebbe alle squadre partecipanti incassi tre o quattro volte maggiori rispetto alla situazione odierna.

Eurolega è un campionato chiuso con accesso esclusivo, tanto esclusivo da aver praticamente estromesso la FIBA; la federazione, assai risentita, intende rientrare dalla finestra proprio attraverso un accordo con NBA. L’accusa rivolta a Eurolega è di togliere spazio ai campionati nazionali per il faticoso impegno che il torneo richiede, ma il modello che hanno in testa gli statunitensi replicherebbe in maniera simile il format attuale e con meno squadre partecipanti.

Naturalmente, non si tratta solo di investimenti e ritorni commerciali, Adam Silver e soci cercano un varco per stabilire una testa di ponte nel vecchio continente e l’accesso diretto ai prolifici vivai dei grandi club europei, al fine di arricchire il draft estivo. Non è un segreto infatti che la quota di giocatori provenienti dall’Europa che militano nelle franchigie oltre oceano siano sempre più numerosi, quasi a rubare la scena alle superstar a stelle e strisce. Esempio lampante ne è Nikola Jokic, ma potremmo citare anche Luka Doncic o Dennis Schröder; il basket europeo ha dimostrato negli ultimi anni di essere di livello assoluto e il dominio acclarato dagli Stati Uniti non è più così evidente (l’ultimo mondiale vinto dalla Germania ne è la prova).



L’Eurolega rimane un torneo di grande fascino e competizione assoluta: apparentemente privo di un vero dominatore negli ultimi anni, la lega vede affrontarsi le migliori squadre europee e include derby molto caldi come quello di Belgrado tra Stella Rossa e Partizan, quello di Atene tra Panathinaikos e Olympiacos, e quelli nazionali come Real Madrid contro Barcellona e per restare in casa nostra, Olimpia Milano opposta alla Virtus Bologna. Modello assai antitetico a quello della NBA, dove 30 squadre si contendono un titolo ‘nazionale’, Eurolega vede partecipare le più forti squadre d’Europa che si contendono un trofeo internazionale ben più competitivo della Champions League calcistica.

Come per NBA, anche il modello Eurolega presenta le sue crepe, anzitutto in ambito di partecipazione dei club: non è chiaro infatti quale sia il decreto sulle squadre di nazioni coinvolte in un conflitto armato, se sono state escluse le squadre russe, non andavano forse escluse anche le squadre israeliane? La coerenza evidentemente, non è stata di casa nemmeno qui. Un ulteriore dubbio lo solleva l’ingresso come membro della squadra di Dubai, creata ad hoc per partecipare al torneo da questa stagione, nel quadro di un più ampio accordo per disputare le finali play-off proprio negli Emirati; l’iniziativa è volta a trovare nuovi partner e investitori per un prodotto che malgrado il grande potenziale, sembra fare tanta fatica a conquistarsi lo spazio che meriterebbe.

Di qui la “discesa” in campo di NBA Europe, munita di grandi capitali e interessata a investire nel basket europeo. I vertici della lega puntano ad una grande operazione pubblicitaria che vorrebbe il lancio di un nuovo torneo con l’obiettivo di partire nel 2027, in tempo per i prossimi giochi olimpici di Los Angeles 2028.

Secondo rumour di stampa, sarebbero già molte le squadre interessate al progetto, tra queste Real Madrid, Barcellona, Fenerbahce e pure la nostra Olimpia Milano, socio fondatore dell’Eurolega; coach Ettore Messina si è già espresso a favore di un rinnovamento del format Eurolega oltre ad aver lamentato la necessità di avere più fondi a disposizione. Ma le novità non finiscono qui, perché nella nuova lega potrebbero essere coinvolte anche società del mondo del calcio. Secondo la stampa francese, a entrare a far parte di questo nuovo torneo potrebbe esserci anche il Paris Saint-Germain: la proprietà qatariota sarebbe in trattativa per entrare con una propria franchigia, ma si parla anche di una possibile acquisizione del Paris Basketball proprio da parte dei vincitori dell’ultima Champions League. Non saremmo di certo stupiti se poi anche la famiglia reale saudita si dilettasse a creare una nuova squadra da far competere in Europa.



Lo scenario che si prospetta è alquanto caotico: due tornei paralleli, per forza di cose molto simili e con un livello di competizione molto alto. Se anche le più forti squadre come Real Madrid, Fenerbahce, Barcellona e Olimpia Milano dovessero unirsi alla nuova lega creata da NBA, altre potrebbero avere incentivo a rimanere proprio dentro Eurolega, che a sua volta si troverebbe in necessità di chiamare nuovi partecipanti. Tutti contenti quindi? Non proprio, guardando alla calendarizzazione dei campionati nazionali e soprattutto al nocciolo della questione, i diritti televisivi.

Chi trasmetterebbe uno e/o l’altro torneo? Assisteremmo forse ad una competizione mediatica per l’assegnazione delle partite delle due leghe? Il rischio concreto è quello di creare un vero spezzatino e di avere due prodotti pressoché uguali, semplicemente uno sarebbe più ricco dell’altro, ma finirebbero probabilmente per annullarsi.

A rimetterci, crediamo noi, sarebbe sicuramente il basket europeo in una situazione di gran confusione e di divisione tra guelfi e ghibellini, con i tifosi passivamente trascinati nella rispettiva competizione dove milita la propria squadra del cuore. Il tifo della pallacanestro qui in Europa però non è come negli USA (per info chiedere allo stesso Jokic), e anche se in forma minore, ricorda per molti versi l’affiliazione calcistica, basti pensare che molti club di pallacanestro sono parte di polisportive con una omonima squadra di calcio o pallavolo (Real Madrid, Barcellona, Olympiacos, Panathinaikos, Stella Rossa e Partizan Belgrado, Fenerbahce, Bayern Monaco, etc,).

Che cosa succederebbe se le due squadre di Atene o quelle di Belgrado si trovassero in due leghe separate? E tanto per restare in casa nostra, Milano e Bologna sarebbero dunque destinate ad affrontarsi solo in serie A? Ne risentirebbe evidentemente lo spettacolo, ma anche l’atmosfera calda che si respira nei palazzetti di tutta Europa, dove più che pagare il biglietto per vedere il grande show come è abituato il pubblico oltre oceano, ci si reca a sostenere la propria squadra e fare un gran baccano per esprimere non solo tifo, ma identità e tradizione. Quella tradizione che l’ECA giura di voler difendere e che tanto fa gola agli americani, resisi forse conto di non averne a sufficienza.

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