Calcio
27 Maggio 2025

Possono ucciderci, ma non cancellarci dal mondo

La storia di Nadine, la tragedia (anche sportiva) della Palestina.

Ogni 15 maggio, in concomitanza con l’anniversario della nascita di Israele, si commemora la Nakba (catastrofe), l’esodo forzato degli abitanti della Palestina costretti nel 1948 ad abbandonare le proprie case e la propria terra. Il 15 maggio 2024, un club della League of Ireland ha accolto la nazionale palestinese di calcio femminile per la sua prima partita in Europa. E il 15 maggio 2025 ad Asunción, in Paraguay, si è tenuto il 75° Congresso FIFA, occasione in cui si sarebbe dovuto decidere se adottare provvedimenti contro la Federazione calcistica israeliana, l’IFA.

Oltre un anno fa, infatti, la Federcalcio palestinese ha richiesto alla FIFA di sospendere quella israeliana, accusata di complicità nelle violazioni del diritto internazionale da parte del governo, discriminazione contro i calciatori arabi e inclusione nel proprio campionato di club situati in territorio palestinese. Tuttavia, ancora una volta, la decisione è stata rimandata.



«Lasciate che vi assicuri che il lavoro è iniziato e sta andando avanti. Lasciate che vi assicuri anche che si stanno facendo progressi», ha dichiarato il Presidente della FIFA, Gianni Infantino. Ma «non prendere una decisione non è un atto neutrale», ha ribattuto un delegato palestinese. Un trattamento, quello riservato allo Stato colonialista israeliano da parte della FIFA e delle altre federazioni sportive, finora decisamente favorevole se paragonato a quello di altri Paesi in guerra, estromessi con prontezza da ogni competizione internazionale.

Solo dal 7 ottobre 2023, a Gaza sono stati distrutti 286 impianti sportivi e uccisi 582 atleti, tra cui almeno 270 calciatori.

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