Carrello vuoto
Papelitos
14 Giugno

Il calcio ha bisogno del TSO

L'Uefa ha costretto la Danimarca a giocare contro la Finlandia.

Dal Sudamerica a Copenaghen, dalla Conmebol all’UEFA, cambiano i continenti ma non cambia la sostanza: il calcio non è in grado di fermarsi. Neanche quando in ballo c’è la vita – letteralmente. In Brasile si contano duemila morti al giorno e gli ospedali sono vicini al 95% della capienza. Nel resto del continente la situazione è tutt’altro che rosea, tanto da aver costretto Colombia e Argentina a rinunciare al ruolo di paesi ospitanti per la Copa America, iniziata ieri sera con la sfida tra Brasile e Venezuela.

Quest’ultima, per inciso, è arrivata con 12 positivi tra gruppo squadra e staff alla partita d’esordio contro i campioni in carica. Per ovviare al problema, la Conmebol ha deciso che le squadre partecipanti potranno usufruire di sostituzioni illimitate. Una regola aggiunta all’ultimo, sintomo di un’incoerenza congenita al mondo del calcio – non solo quello sudamericano. Le condizioni per giocare non ci sono, ma si gioca ugualmente. Peggio ancora: prima si annuncia e minaccia (è il caso del Brasile, ad esempio) l’esclusione dal torneo, poi si scende in campo in ogni caso. E i social, orrido teatro dell’assurdo tempo in cui viviamo, non possono che uscirne vincitori: #VibraElContinente, twitta l’account ufficiale della Conmebol. Fino a poche ore prima, i capitani delle squadre avevano boicottato – sia chiaro, sempre a colpi di tweet – la partecipazione al torneo.

La situazione è meno grave in Europa, dove calano i casi, arriva la bella stagione e i primi grandi caldi, e torna il pubblico allo stadio. A capienza ridotta, certo, per pochi eletti ça va sans dire, ma sempre di pubblico si tratta. E via con Italia 3-0 Turchia e i trionfalismi tipici della nostra patria. E ancora, con il coro unanime che viene da Wembley: it’s coming home (dal ’66), dopo la vittoria contro la Croazia all’esordio. Tutte cose meravigliose, ma. Danimarca-Finlandia, 12 giugno 2021. Al 42’ del primo tempo Christian Eriksen accusa un malore sul quale s’è detto e scritto di tutto. Dall’eroico Simon Kjaer, capitano ideale e reale dei danesi, all’abbraccio di quest’ultimo e Schmeichel Jr. nei confronti della moglie del centrocampista nerazzurro. Immagini semplicemente drammatiche, vomitate dai media con filtri pornografici inquietanti solo agli occhi dei pochi sani ancora rimasti su questa terra.

eriksen
Uno dei tantissimi messaggi di supporto ad Eriksen dalla Cruyff Arena, nel match andato in scena ieri sera tra Olanda e Ucraina

Da quel momento in poi, tutti hanno smesso di concentrarsi sulla sfida di Copenaghen, per capire come stesse il ragazzo. Tutti tranne la Uefa. «Christian Eriksen era già alle porte dell’aldilà, la fibrillazione ventricolare è l’anticamera della morte. E invece il miracolo questa volta è avvenuto, gli hanno salvato la vita, la sua è stata una morte improvvisa abortita. È stato un grande successo», ha dichiarato Gaetano Thiene, professore di anatomia patologica intervistato da Fabrizio Caccia sul Corriere della sera. Eppure, l’Uefa ha ordinato ai giocatori di riprendere la partita.

«Siamo stati messi in una posizione in cui non avrebbero dovuto metterci», ha dichiarato il portiere Kasper Schmeichel. «Avevamo solo due opzioni (continuare la partita o riprenderla il giorno dopo a mezzogiorno, ndr), ma la squadra non voleva giocare», ha aggiunto Braithwaite.

L’Uefa ha replicato: «Agito con rispetto, non c’erano altre opzioni». È divertente per quanto è assurdo. Non c’erano altre opzioni, dice la Uefa. Come se la morte di un ragazzo, scampata grazie ai medici e ad un mezzo miracolo, non fosse una motivazione sufficiente per sospendere la partita. Le opzioni non c’erano, è vero. Perché l’opzione, al singolare, era una soltanto: mandare a casa i giocatori e il pubblico. Come ricorda Angelo Carotenuto, comunque, questo è uno sport «che ha giocato all’Heysel di Bruxelles come se niente fosse successo, all’Olimpico di Roma con un tifoso ucciso da un razzo e trent’anni dopo con un altro in fin di vita per un colpo di pistola». E gli esempi potrebbero continuare. Il punto è che dopo i bei discorsi sulla Superlega, l’etica e paperino, l’Uefa ha nuovamente smentito sé stessa.

The show must go on. Collegato al discorso è il pensiero di Asmir Begovic, portiere del Bournemouth, che apre il dibattito su un altro fronte, già battuto ma mai sufficientemente approfondito: «La salute e il benessere dei giocatori sono stati a lungo ignorati. Comprimere sempre più partite in periodi più condensati porterà solo a maggiori problemi di salute per i giocatori. Speriamo che prima o poi le persone al potere se ne accorgano». Gigi Garanzini su La Stampa aggiunge che «la Svizzera ha giocato ieri in Azerbaigian, mercoledì sarà a Roma con l’Italia, domenica verso sera di nuovo a Baku: fanno una ventina di ore di volo, e due più due quattro di jet-lag. Anche senza arrivare direttamente a Eriksen, in campo continuano comunque ad andarci loro. Non i maghi dei diritti tv e del marketing». Infine, Maurizio Crosetti su Repubblica ha scritto che i sindacati «non sono riusciti a impedire che i forzati del football diventassero per un anno e mezzo carne da cannone, anche se, ovviamente, non esiste alcuna relazione certa tra il calendario impazzito e la crisi cardiaca di Christian Eriksen. Fino a che punto il corpo di un atleta, anche se giovane e professionista, può essere sollecitato? Chi può stabilire il punto di non ritorno? Si gioca ogni giorno della settimana e si giocherà sempre di più. Per cosa, e contro chi?». La domanda è retorica e la risposta è un ghigno del diavolo.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Editoriali
Andrea Antonioli
1 Marzo 2022

Figli e figliastri, da sempre

Ma davvero vi stupite dell'esclusione russa?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Dicembre 2021

Calciatori, state attenti: meno partite significa meno soldi

Salute contro denaro, chi la spunterà?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
9 Dicembre 2021

Non studio, non lavoro, non guardo la tv

Non vado al cinema, non faccio sport.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Novembre 2021

Sarri e Ancelotti parlano anche per noi

Troppe partite, troppo calcio. Ma noi tifosi siamo pronti a rinunciarci?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Novembre 2021

Questi siamo

Campioni d'Europa, ma dove sono i campioni?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Ottobre 2021

Evil Beckham

L'Europa si è svegliata.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Ottobre 2021

Scritto e diretto da Quentin Infantino

Mondiale ogni due anni? Sì, per i nostri figli!
Italia
Edoardo Franzosi
17 Settembre 2021

Gianluca Vialli e il tempo della gratitudine

Il cancro, la fede, il calcio.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
19 Agosto 2021

Ci mancava solo la Conference League

La competizione di cui proprio non avevamo bisogno.
Editoriali
Andrea Antonioli
11 Luglio 2021

Gareth Southgate, l’inglese

Unire il Paese attraverso il football.
Papelitos
Lorenzo Santucci
8 Luglio 2021

Mai più Europeo itinerante

Una formula fallimentare su tutta la linea.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
7 Luglio 2021

Occhi lucidi

Il cuore dell'Italia non muore mai.
Papelitos
Marco Armocida
1 Luglio 2021

La Spagna gioca al ritmo di Sergio Busquets

Un giocatore insostituibile.
Estero
Luca Pulsoni
30 Giugno 2021

L’Inghilterra non convince, ma vince

E può sfruttare un tabellone favorevolissimo.
Papelitos
Niccolò Maria de Vincenti
29 Giugno 2021

Francia, perdere e morire

Fuori dagli Europei e sull'orlo del collasso, il paese fa i conti con se stesso.
Editoriali
Lorenzo Ottone
29 Giugno 2021

Che fine ha fatto l’Inghilterra

Una nazionale che sembra aver perso la sua anima.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Giugno 2021

La sofferenza aiuta a crescere

La vittoria mette a tacere inutili polemiche, almeno per ora.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
23 Giugno 2021

La virtù dei vinti

E la paura dei vincitori.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Maggio 2021

Lasciare a casa Sergio Ramos non è una scelta di campo

Un leader tanto decisivo da risultare scomodo.
Tifo
Jacopo Benefico
24 Aprile 2021

I tifosi salveranno il calcio

Il calcio è del suo popolo, non dei consumatori.
Editoriali
Vito Alberto Amendolara
22 Aprile 2021

UEFA e FIFA, non ci sono poteri buoni

Le anime belle non sono credibili.
Papelitos
Sebastiano Caputo
21 Aprile 2021

La solitudine dei vinti e dei vincitori

Il calcio nell'epoca della sua riproducibilità tecnica.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Aprile 2021

È arrivato Robin Hood

Florentino Perez è venuto a “salvare il calcio”.
Editoriali
Andrea Antonioli
19 Aprile 2021

Fate la Superlega e levatevi dai c*glioni

Il calcio appartiene a noi, non a loro.
Estero
Michelangelo Freda
5 Aprile 2021

Il Fair Play Finanziario ha fatto acqua da tutte le parti

Da uno scopo nobile, dei risultati dannosi.
Editoriali
Lorenzo Ottone
18 Dicembre 2020

Il calcio liquido e la scomparsa del fattore identitario

Abituiamoci a tifare tutti la stessa squadra: magari una All Star europea.
Italia
Diego Mariottini
15 Dicembre 2020

Tutto è iniziato con la sentenza Bosman

Compie 25 anni una riforma che ha stravolto il calcio europeo.
Editoriali
Niccolò Maria de Vincenti
30 Aprile 2020

Il calcio o cambia o muore

Il nostro manifesto per una rinascita del pallone.
Papelitos
Federico Brasile
23 Aprile 2020

Siete voi che avete bisogno di soldi

Non la gente che ha bisogno di calcio.
Calcio
Andrea Muratore
4 Dicembre 2019

Il calcio tra politica e globalizzazione

Come lo sport più bello del mondo è stato plagiato da geopolitica e globalizzazione finanziaria.
Recensioni
Gianluca Palamidessi
25 Novembre 2019

Qatar 2022, l’isola che (non) c’è

Inchiesta dal libro di Gianluca Mazzini.
Calcio
Gianluca Palamidessi
2 Ottobre 2019

Abolite l’Europa League

Una competizione confusa nella teoria e brutta nella pratica.
Papelitos
Matteo Paniccia
25 Luglio 2019

La Uefa vuole schiavi gratis

Per Euro 2020 la Uefa sta raccogliendo volontari da tutto il continente, con lo scopo di “promuovere i valori dello sport”. Cosa aspetti? Iscriviti anche tu!
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Maggio 2019

Il caso Mkhitaryan e il silenzio della UEFA

Il lato corrotto del politicamente corretto.
Calcio
Ermanno Durantini
7 Settembre 2017

L’essenza della tecnica

Il VAR è ormai entrato nella realtà del nostro calcio. Perché supportarlo, anziché detestarlo.
Calcio
Gezim Qadraku
31 Agosto 2017

Molto più di uno sport

Cosa ha veramente significato l'affare Neymar (e Mbappè) per la proprietà qatariota del Paris Saint Germain?
Calcio
Marco Telluri
28 Marzo 2017

La feudalizzazione del calcio

Il denaro ha ormai definitivamente subordinato a sé il talento, comportando una sempre più tangibile polarizzazione tra club di prima e seconda fascia.