Voi non capite. State vivendo uno di quegli eventi eccezionali che capitano soltanto alle generazioni fortunate, ma vi ostinate a non prenderne coscienza. Un peccato di cecità imperdonabile. Che forse quella notte di luglio non erano tutti consapevoli di cosa significasse lo sbarco sulla Luna? E quando si incontrarono Reagan e Gorbaciov a Reykjavik, non si ebbe la certezza di trovarsi dentro un passaggio d’epoca? E dunque, perché mai voi non volete rendervi conto d’essere contemporanei di Daniele Word Cloud Adani? Eppure bisognerebbe che ve ne facciate consapevoli in fretta. Perché questa Festa della Parola che esplode come una Cluster Bomb, potrebbe finire da un momento all’altro. Magari per auto-terminazione. Come il bandito Pizza Margherita che in Balle Spaziali finisce col divorare se stesso, Adani potrebbe infine essere clusterizzato da una parola riottosa che gli esplode nel gargarozzo. E a quel punto non sarete pronti all’evento, ignavi!

.

 

Per questo è bene che vi godiate ogni istante delle sue performance. Come faccio io, che me le registro e le conservo per le future platee, come si trattasse degli sketch di Glberto Govi. Di modo che i posteri possano vedere un giorno, per esempio, la sua performance nel pre-partita di una gara mai giocata. È successo domenica 25 febbraio, nei minuti che precedevano il rinvio di Juventus-Atalanta per neve. Scorrono le formazioni in sovrimpressione, passa quella dell’Atalanta, e il telecronista Riccardo Trevisani dà la parola a Adani. E a quel punto esplode la Cluster Bomb:

Sì, da cambiare s’condo me la grafica, perché Mancini andrebbe ccc… aaaa…centro della difesa, Palomino di sinistra, l… la valutazione sarebbe, se si giocasse, su Haas, che è un Novantasei che viene dal Lucerna, dove ha fatto poche presenze, soprattutto su Melegoni che ha fatto una partita l’anno scorso ed è del Novantanove, Gonzenz [sarebbe Gosens, ndr] e Castagne, han giocato poco però hanno giocato, perché per esempio han vinto a Napoli, il due gennaio in Coppitalia, come esterni, Gonzenz a sinistra e Castagne a destra, e soprattutto anche la valutazione della, della, dell’esordio di Rizzo, no?, che gli ha fatto già gol all’Atalanta, in una partita di campionato, ma quando era alla Spal.

 

Ecco, un frammento perfetto di Adanismo. Le parole smangiucchiate per la fretta di ficcarne il più possibile entro un solo respiro. La smania da almanacco che porta a citare le minuzie più inutili, come le poche partite di Haas a Lucerna o il fatto che la partita di “Coppitalia” a Napoli si sia giocata il 2 gennaio. Il riferimento totalmente privo di senso a un giocatore che gioca nell’Atalanta ma ha già fatto già gol all’Atalanta (e che c’azzecca? L’avesse già fatto alla Juve, capirei). Ma soprattutto c’è quella proterva cazzata di bacchettare la regia perché (secondo l’insindacabile parere di Adani Daniele) aveva sbagliato la posizione di Mancini nella raffigurazione grafica della formazione. Una pedanteria che va persino oltre il Furio di Carlo Verdone, quello della telefonata all’Aci alle 7,28 di mattina. Una tale mania per l’ordine e il controllo mi ricorda piuttosto una scena di Lola Darling, di Spike Lee. Quella in cui la bellissima protagonista è già distesa nuda sul letto, pronta a trombare. E intanto l’amante occasionale, già nudo pure lui, piega meticolosamente la camicia, e poi i jeans, e poi le mutande, e poi i calzini…

.

Quella domenica pomeriggio il nostro Word Cloud è particolarmente frizzante. E quando è così in vena, gli capita di piazzare un numero in cui è specialista, a cui si può dare il nome: “A domanda risponde supercazzola”. È stato così pochi secondi dopo la performance descritta sopra, quando Ilaria D’amico prova a coinvolgerlo nel dibattito che si svolge in studio, a proposito di quale delle due squadre sia maggiormente interessata a far rinviare la partita. E lui, che ancora sta piegando il calzino sinistro prima di riporlo accuratamente sul sofà, risponde agganciando un flusso di pensieri tutto suo:

Io credo che… è difficile… sicuramente presentare… uno spettacolo decente, perché guarda, il pallone nemmeno rotola, quindi a questo punto queste immagine parlano da sole [ma magari!!!], l’Atalanta, tra… ttre… altr… OLTRETUTTO L’ATALANTA [a questo punto è evidente che gli si siano accumulate almeno tre cose da dire in un solo fiato, e dunque gli è scoppiata in bocca la cluster bomb, ndr] è andata a giocare nell’andata aaaa… Dortmund dopo aver fatto una partita, e giocata simile a Crotone, sotto un diluvio, non ha quasi giocato a calcio, in teoria sarebbe più abituata, la Juventus ha comunque margine di qualità, anche se ha qualche assenza, la, le qualità, le differenze si assottigliano, però la Juventus, eeeeh, però poi deve valutare dove mettere, dove inserire questa partita…

 

Nemmeno se l’avesse detto in braille sarebbe stato così chiaro

.

Ma il punto più alto si è toccato giovedì 22 febbraio. Si è nell’intervallo di Lazio-Steaua Bucarest, partita di Europa League. La coppia di attaccanti laziali imperversa, e a quel punto il nostro Word Cloud, presente in studio, ha spiegato qual è il segreto della loro intesa:

(…) perché entrambi sanno fare l’uno e l’altro, eh?, quando si allargano a vicenda (…)

 

I due attaccanti che si allargano a vicenda. Prossimamente su Gay Porn.