Gli incidenti tra tifosi del PSG e forze dell'ordine non sono casuali.
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Non può non essere scappato almeno un sorriso a chi, un paio di settimane fa, si era preoccupato – si fa per dire – dell’ordine pubblico nella zona del Foro Italico di Roma, per la contemporaneità del Derby di Roma e la finale degli Internazionali di Tennis. Chissà se il presidente della Federcalcio francese e quello della Federtennis avranno fatto ragionamenti simili a quelli dei nostri omologhi italiani Simonelli e Binaghi – spoiler: non li hanno fatti, o almeno non pubblicamente – per la contemporaneità, a Parigi, dell’evento della finale di Champions League tra PSG e Arsenal (che si è giocata a Budapest), trasmessa su vari maxischermi e al Parco dei Principi di Parigi, e il Terzo Turno di Roland Garros.
Chi si preoccupava, 14 giorni fa, dei potenziali disordini di Roma, con quale faccia avrà osservato il delirio capitato a Parigi ieri sera? Aiutateci voi a trovare un termine alternativo, se questo vi sembra riduttivo.
Le immagini che abbiamo visto e stiamo vedendo in queste ore sono allarmanti e travalicano naturalmente i confini del «gioco», persino però aggiungiamo noi i confini dell’ovvio caos che segue sempre una vittoria così importante, in una città così importante, bella e grande come è (era: importante e bella) Parigi. Più che di festeggiamenti, sarebbe opportuno parlare di «guerriglia urbana». Roba che in confronto le scene più crude realizzate da Christopher Nolan per il “suo” Batman, grazie soprattutto ad un leggendario Joker (Heath Ledger), sono carezze.
A Parigi non è andato in scena un «errore» del sistema, purtroppo, ma una sua riproduzione plastica, certamente esagitata dall’evento ma non per questo legata allo stesso. Se il PSG avesse perso, non sarebbe forse andata allo stesso modo? Forse pure peggio.
Vedere questo genere di «scontri» con le forze dell’ordine – totalmente inermi e impreparate dinnanzi a tale violenza; vedere le vetrine di decine di negozi distrutti, macchine in fiamme, semafori divelti, una città ribaltata e messa sottosopra dalla furia di persone sicuramente frustrate – nella migliore delle ipotesi – da un luogo nel quale non si riconoscono e che quindi vorrebbero vivere con regole proprie, lontani come sono dalle «radici» di provenienza – basta scorrere anche distrattamente i video per rendersi conto della matrice etnica dei facinorosi –; bene, un fenomeno come questo sarà sempre meno raro nella nostra società occidentale.
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