Il Giro e le sue storture
Tra noia, fughe e volate ad alta velocità, il Giro d'Italia convalida la sanguinosa occupazione israeliana nelle terre palestinesi.
Fotografia del tennis francese
Un grande movimento, in vetta alle classifiche mondiali, che però non ha visto - ancora - nascere un campione vero.
Bar Giro
Discussioni sul Giro d’Italia 2018, dialogo-intervista multipla nella redazione ciclismo di Contrasti. Rispondono Alessandro Autieri, Davide Bernardini, Alessandro Veronese, Francesco Zambianchi.
Bidon, o un sorso di buon ciclismo
Intervista alla redazione di ciclismo con poche news e nessuna classifica, senza ricerca del virale né richiamo dell’hype. "Un posto per storie e visioni, per raccontare di biciclette senza scadenze fisse, ma soltanto quando vien voglia di un sorso fresco. Per la sete, o anche solo per il gusto".
Origini e popolarità mondiale del Biathlon
Storia del biathlon, uno sport nasce dalla pratica militare e si diffonde oggi come una delle più importanti passioni sportive dell'Europa e del mondo.
Nadal e Jungles, epifanie e conferme
Nadal trionfa a Montecarlo mentre Jungels vince la sua prima grande gara, la Liegi-Bastogne-Liegi.
Una stagione tra neve e ghiaccio
Uno sguardo alla stagione degli sport invernali, che ha avuto il suo culmine nell'olimpiade coreana.
La Freccia di Alaphilippe
Il Muro di Huy non fa sconti. Nemmeno a un Valverde super favorito, beffato dalla prontezza e caparbietà di Alaphilippe, finalmente con un successo di alto profilo.
Andy Schleck
Ritratto del campione lussemburghese: il legame con il fratello, il talento cristallino, il dualismo con Contador, il coraggio, la fantasia.
Il re e il suo trono
Con la stagione sulla terra rossa si aprono le danze per il campione di Maiorca, quel Rafael Nadal che ha costruito su questa superficie il suo monopolio. Eppure le incognite sono tante, tra la mancanza dei big e le nuove stelle nascenti.
L'enigma Aru
Fabio Aru è l'ultimo erede della grande tradizione italiana degli scalatori puri. Da criticato a incensato nello spazio di giorni, non può permettersi di restare un campione a metà.
Per la memoria di Michael Goolaerts, 23 anni
La verità è che morire fa schifo. Sempre.