Anatomia di un futuro disastro.
Delle grandi tre nobili del calcio italiano è rimasta in piedi solo l’Inter (per ora). Dopo la Juventus, è finito anche il Milan. Se vi sembra una sentenza avventata, non sbraitate. Innanzitutto, per quanto concerne i bianconeri, fermatevi a riflettere sul fatto che non competono realmente per vincere lo Scudetto da ormai sei stagioni, un record per la loro storia. E, siate onesti, la striscia continuerà anche quest’anno malgrado la presenza di un uomo di alto spessore come Giovanni Carnevali a fare l’amministratore delegato e il direttore generale.
Questo tracollo generazionale, anzi epocale per il nostro calcio, oggi assodato per la Juventus e che per noi era chiaro anche l’anno scorso osservando le prime folli mosse di Comolli, è lampante anche per il Milan a guida RedBird Capital Partners (che è un fondo di private equity, cioè una forma di investimento in cui società comprano quote di aziende non quotate in borsa, di solito con bilanci in rosso e gestioni incerte, per sistemarle, farle crescere con l’unico scopo di rivenderle con un guadagno per i propri investitori). Ma qui non si tratta di fare opinione. Andiamo al sodo: acta, non verba.
La rivoluzione di giugno
A fine giugno, Gerry Cardinale, dopo aver fatto fuori a fine maggio allenatore, Massimiliano Allegri, amministratore delegato, Giorgio Furlani, direttore tecnico, Geoffrey Moncada e direttore sportivo, Igli Tare – ha preso la decisione di tagliare completamente i ponti col passato e ribaltare l’organigramma del Milan. Un mese per riflettere, trattare, ragionare. Un mese di silenzio, di sospensione mentre il calciomercato già si muoveva e le strategie degli avversari già si delineavano. Per carità: va bene prendersi il tempo che serve quando si tratta di una rivoluzione di ruolo e culturale. Ma nel caso dei rossoneri, a guardare meglio, il dubbio mi viene: questo cambiamento è stato reale o c’è stata la più classica e italianissima zampata del gattopardo?
Stando agli organi di stampa, a essere coinvolti nella rivoluzione cardinalesca, oltre a Ruben Amorim e allo stesso Cardinale, che ha assunto un ruolo operativo diretto smettendo di gestire il Milan a distanza come una delle tante aziende nel portafoglio della sua RedBird – sono stati Massimo Calvelli, Hendrik Almstadt, Luke ‘Bobby’ Gardiner, Donato Lomonte e David Castelblanco. Sono loro che formano l’ufficioso comitato ristretto, tecnico e decisionale, che tesse le fila dei rossoneri e dirige esecutivamente l’area sportiva.
Dopo sette anni lanciamo la nostra sfida. E chiediamo il vostro sostegno per farlo. Contrasti ULTRA, il piano
di abbonamenti della rivista, è lo sbocco naturale di un progetto che vuole svincolarsi dalle logiche dei
trend topic e del clickbaiting, delle pubblicità invasive e degli investitori invadenti. Un progetto che
vuole costruirsi un futuro solido e indipendente.
L'abbonamento darà accesso ai migliori articoli del sito e ad una newsletter settimanale di lotta, di
visione e di governo. Il vostro sostegno, in questo grande passo, sarà decisivo: per continuare a rifiutare
i compromessi, e percorrere fino alla fine questa strada - lunga, tortuosa, solitaria - che ci siamo scelti.
Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo. Grazie.
Abbonati