Papelitos
29 Maggio 2025

Gufi eccellenti

Chi si metterà sul trespolo per Inter-PSG? E su quale lato?

Fra poco sarà Inter-PSG. Italia contro Francia. Milano contro Parigi. Valentino contro Chanel. Carbonara contro escargots. Fondo americano, Oaktree, contro fondo qatariota, Qatar Investment Authority (in altri tempi ci saremmo chiesti “e questi cosa c’entrano?”, ma oggi sono quelli che c’entrano più di tutti). Curva Nord contro Virage Auteuil.  Due finali negli ultimi due anni per i nerazzurri (risultato ottimo viste le risorse), due finali negli ultimi quattordici anni per Les Rouges et Bleus (risultato non ottimo viste le risorse).

Comunque vada, ci sarà da divertirsi. Comunque vada? Eh, no. Milioni di tifosi di altre squadre (a partire dai supporter di Milan, Juventus o Marsiglia) non la vedono affatto così: per loro si annuncia una serata da incubo, con lo spettro di assistere al trionfo dei nemici. Quindi si gufa. Nel vocabolario tedesco esiste una definizione fascinosa: Schadenfreude. Tradotta letteralmente significa “gioia del danno”. In senso più ampio indica il piacere che si prova davanti alle disgrazie altrui.

Il tifo contro non è mai elegante, soprattutto nelle espressioni più becere. Ma resta pur sempre uno degli ultimi baluardi di spontaneità umana, in un mondo ormai ossessionato dal politically correct.

Nel caso specifico, i normali tifosi devono considerarsi fortunati (non capita spesso): potranno gufare apertamente, in totale libertà. Altre persone non avranno invece tale privilegio. Di chi parliamo? Di tutti coloro che, per motivi istituzionali, saranno costretti a nascondere i veri sentimenti dietro al silenzio o a frasi tipo “Vinca il migliore”, “Speriamo in una bella partita”, “Mi aspetto un grande spettacolo” e via dicendo. Sono i gufi eccellenti. Ora facciamo qualche nome.


Chi guferà Kylian Mbappé? Questa è davvero semplice. Emigrato alla corte del Real per vincere la Champions, Mbappé ha completato addirittura una stagione da zeru tituli. Donnarumma, con inconsapevole disinvoltura, l’ha letteralmente seppellito in un’intervista al termine della semifinale con l’Arsenal. Nell’arco della stessa frase, infatti, Gigio ha detto: “Ora sì che siamo veramente un gruppo” e subito dopo “Kylian è comunque un amico” (immaginiamoci se non lo fosse stato!). Facile dunque immaginare  Mbappé davanti alla TV con sciarpa nerazzurra al collo.

Chi guferà Antonio Conte? Per il tecnico salentino il trionfo del PSG è necessario. Un eventuale successo dell’Inter oscurerebbe a livello mediatico lo scudetto appena vinto e il confronto europeo con Inzaghi risulterebbe impietoso. Conte, all’Inter, ha raggiunto “solo” una finale di portata minore (Europa League persa contro il Siviglia). Vedere Simone alzare la coppa dalle grandi orecchie sarebbe agghiacciande. Perché la storia, come ha di recente spiegato lo stesso Antonio, “la scrivono quelli che vincono, gli altri al massimo possono leggerla”.

Chi guferà Aurelio De Laurentiis? In teoria, nessuno. Per ADL, la Champions League è un trofeo preistorico. Lui sta già lavorando ad una competizione più aperta dove il Napoli  potrebbe affrontare i Los Angeles Lakers, i New England Patriots, la nazionale scozzese di rugby, gli ingegneri della Mercedes e la squadra australiana di Coppa Davis. Magari con un’edizione invernale su ghiaccio, da disputarsi in Canada. E con diritti televisivi, validi almeno dieci anni, pari al PIL mondiale. Detto questo, De Laurentiis viene dipinto come uomo vendicativo e rancoroso. Spesso si lascia male con le persone. E quel Kvaratskhelia distratto nell’ultimo anno partenopeo, ma poi rifiorito a Parigi, di sicuro non gli sta troppo simpatico. Molto meglio veder vincere Zielinski, che almeno ha la faccia triste di natura.

Chi guferà Pep Guardiola? Il PSG, a causa del suo allenatore. I due, ex compagni di squadra, si sono sempre freddamente rispettati. Perché Luis Enrique è un figlio di secondo letto del Barcellona. Asturiano di nascita, madridista per cinque anni prima di approdare in Catalunya, il tecnico di Gijon è un blaugrana acquisito, non puro. Non è cresciuto nel mito di Cruyff: lo ha imparato. Da quelle parti, certe caratteristiche contano. Se poi consideriamo l’amore per l’Italia (comprensibile) e l’ammirazione quasi esagerata per l’Inter di Inzaghi (questa più inaspettata) sappiamo già contro chi si schiererà Pep il prossimo 31 maggio.


Chi guferà Leo Messi? Partiamo dal fondo. Leo ha detto testualmente che “a Parigi avevo perso il gusto di giocare a calcio”. Il perché non si è mai saputo. Forse la città, forse il clima, forse l’assenza del mare, forse le aspettative. Forse un mix di tutto ciò. Fatto sta che ai colori rossoblu Leo non è per nulla legato. Aggiungiamoci pure la relazione con Luis Enrique, molto tesa all’inizio del loro rapporto professionale, e una coincidenza curiosa: oggi Messi gioca per l’Inter di Miami. Tre indizi fanno una prova, no?

Chi guferà Leonardo Nascimento de Araujo? Già, Leonardo. Calciatore, allenatore, direttore sportivo, filosofo, opinionista, filantropo, 29 lingue parlate perfettamente e solo qualche incertezza sul dialetto turco della regione di Antalya. Uomo per tutte le stagioni e per tutti i consigli di amministrazione, Leonardo ha diversi motivi per tifare contro il PSG. Era dirigente dei club nella più clamorosa sconfitta della storia:1-6 al Camp Nou (dopo aver vinto l’andata 4-0). Chi sedeva sulla panchina del Barca? Luis Enrique. Inoltre Leonardo è stato licenziato dal club nel 2022 dopo l’ennesimo assalto fallito alla Champions. Una piccola rivincita a distanza non guasterebbe, da condividere magari con Unai Emery, tecnico dei parigini in quella notte atroce e oggi allenatore dell’Aston Villa eliminato nei quarti dal PSG.

Chi guferà Andrea Agnelli? Qui siamo davanti a una specie di versione rovesciata di De Laurentiis. Dal suo buen retiro di Amsterdam, l’ex presidente della Juventus continua a immaginare “un calcio diverso” per il futuro. Meno immaginifico di quello firmato ADL, ma più rivolto all’audience giovane. Punti chiave: partite in esclusiva su Tik Tok di 4 minuti (altrimenti la Gen Z si annoia) e il disegno, mai accantonato, della Super Lega. In attesa che qualche Fondo entri con decisione a supportare il progetto, Andrea resta nell’ombra e stringe alleanze. L’anima bianconera però non si discute. Quindi le energie contrarie punteranno decise verso Milano. Fino alla fine.

Chi guferà Hiba Abouk? Ora vi chiederete: chi c***o è Hiba Abouk? È un’attrice spagnola, classe 1986, nata da padre libico e madre tunisina. Ma soprattutto è l’ex moglie di Hakimi, il forte difensore del PSG. Dopo 3 anni di matrimonio la coppia si è separata e lei ha preteso la metà di tutte le proprietà del calciatore. Ma durante una delle prime udienze, la Abouk ha scoperto a sorpresa che il coniuge super benestante (guadagna 1 milione al mese) risulta in realtà nullatenente: ha intestato tutto alla madre!  L’eventuale premio Champions del generosissimo Al Khelaifi sarebbe dunque da considerarsi un’ulteriore beffa.

La lista potrebbe continuare, ma ci fermiamo qui. L’ora del calcio di inizio si avvicina. I gufi eccellenti stanno per entrare in azione. Resta solo da stabilire chi, fra Inter e PSG, ne subirà le conseguenze.

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