Carrello vuoto
Interviste
17 Aprile

Ragazzi di stadio

La Redazione

63 articoli
Intervista a Daniele Segre, il regista che ha raccontato la nascita dei gruppi ultras italiani.

Disagio giovanile, droga, morti bianche e vita nelle carceri: il regista Daniele Segre ha raccontato alcune delle piaghe più dolorose che affliggono la società italiana, ieri come oggi. Sin dagli esordi, la sua cinepresa ha saputo ritrarre un “cinema della realtà”, costituito da pellicole prive di filtri che offrono un’acuta prospettiva sui protagonisti delle varie vicende. In questa occasione abbiamo preso contatto con lui, riavvolgendo il nastro della sua carriera fino ai documentari sui primi nuclei ultras italiani.

 

 

Ragazzi di stadio del 1980 rappresenta la più autentica testimonianza sulla nascita del tifo organizzato all’interno dei nostri stadi, un ritratto assolutamente pionieristico per l’epoca. Ancora oggi il film offre il più fedele testamento di una generazione che, in bilico tra disimpegno politico ed eversione terroristica, cercava il suo spazio vitale all’interno dei settori popolari. Un prezioso lascito di pensieri, parole, sogni e paure, che nella realtà odierna sembra destinato all’oblio.

 

 

Gli Anni Settanta sono stati un decennio tanto luttuoso quanto controverso nella storia della Repubblica. In quegli anni tumultuosi, dove nasce l’idea di approfondire proprio la nascita del movimento ultras?

L’dea nasce dal mio incontro a Torino con una scritta murale Il potere deve essere bianconero, era il 1977. Dieci anni prima nelle piazze italiane lo slogan nei cortei era “Il potere deve essere operaio”: questa “mutazione” mi ha colpito molto e mi ha spinto ad andare al vecchio Stadio Comunale, davanti alla curva dei tifosi della Juventus ad incontrare e conoscere i Fighters, i tifosi ultras della Juventus. Così è nato il mio primo film Il potere deve essere bianconero (1977). Nel 1980 ho realizzato il film Ragazzi di stadio e l’omonimo libro fotografico, seguito dalla relativa mostra fotografica.

 

 

L’iconica copertina del libro fotografico tratto dal documentario (Mazzotta editore, 1979)

 

 

Ha deciso di raccontare il variegato mondo del tifo senza filtri, limitandosi a rappresentare la realtà oggettiva, in modo che fosse lo spettatore stesso a trarre le sue conclusioni. Quali sono le principali difficoltà che un regista affronta nel descrivere autenticamente una sottocultura tanto complessa?

E’ il mio modo di raccontare, in questo caso offro allo spettatore l’opportunità di conoscere questa realtà nella sua complessità senza giudizi o retorica dozzinale. Ad essere sincero non ho avuto alcuna difficoltà ad entrare in relazione con gli ultras della Juventus e del Torino nel film del 1980; nel 2018 mi sono limitato a raccontare i “Drughi” della Juventus (“Ragazzi di Stadio – quarant’anni dopo”). Nel 1980 il movimento Ultras era solo all’inizio, nel 2018 ho trovato un gruppo organizzato militarmente da tutti i punti di vista.

 

 

Il ricambio generazionale è un elemento fondamentale per la prosecuzione e lo sviluppo di tutte le sottoculture. Secondo Lei, l’attuale “crisi” del movimento ultras è da attribuire esclusivamente al clima repressivo che si respira dentro e fuori dagli stadi, oppure è dovuta anche al progressivo mutamento delle attitudini giovanili?

Per me l’elemento fondamentale per la prosecuzione e lo sviluppo di un gruppo ultras è la capacità di mantenere e ribadire la propria “leggenda” e di avere leader all’altezza della sfida. L’attuale crisi deriva innanzitutto dall’ingresso nelle curve della criminalità organizzata che ha radicalmente modificato la composizione dei “dominanti” nei gruppi ultras; le inchieste della magistratura lo hanno dimostrato. Non credo che siano cambiate le attitudini giovanili, in particolare quelle dei giovani delle periferie che nello stadio hanno sempre trovato l’occasione per manifestare la propria esistenza, nel bene e nel male.

 

 

Celebre estratto da Ragazzi di Stadio: le memorabili parole di Joe, compianto Ultras Granata

 

 

Nella Torino degli Anni Settanta, la presenza della Fiat e di un tessuto operaio numeroso e variegato fecero della città uno dei luoghi chiave dello scontro politico e terroristico. In un contesto sociale così teso, come convivevano i diversi ideali in fabbrica, nelle strade e nelle curve?

Sono stati anni molto difficili e dolorosi che Torino ha vissuto in prima linea con fatti drammatici e delittuosi. Nel mio primo film tutti gli slogan, gli abbigliamenti e la gestualità erano mutuati dalla politica, quella dei gruppi extraparlamentari di destra e di sinistra. Molti ultras erano studenti e operai, ma l’elemento dominante della loro esistenza era il tifo, anche estremo, per la propria squadra del cuore, la politica era sullo sfondo ma niente di più. Occorre anche prendere atto che alcuni, non molti, appartenenti a gruppi ultras sono diventati terroristi di destra e di sinistra.

 

 

Nel 1976 il suo documentario d’esordio è stato “Perché droga”, primo film sulla tossicodipendenza in Italia. All’epoca, quale è stata la sua percezione riguardo la piaga dell’eroina, che ben presto è passata dalle piazze agli stadi?

Perchè droga del 1976 è stato forse uno dei primi film realizzati in Italia sul tema della tossicodipendenza, girato nel quartiere di Mirafiori Sud. Il mercato della droga, in particolare dell’eroina e poi della cocaina, si stava manifestando in modo sempre più allarmante; questo è il motivo per cui ho deciso di affrontare questo tema, che negli anni successivi ho sviluppato con molti altri lavori realizzati per la RAI.

 

 

 

Non solo il vestiario, in alcuni casi perfino le armi da fuoco furono importate dalla lotta di piazza (foto di Daniele Segre)

 

 

Un altro flagello sociale è stato protagonista di uno dei suoi documentari più significativi, ovvero “Morire di lavoro”. Anche durante i preparativi per i Mondiali di Italia 90, le vite di diversi operai sono state sacrificate di fronte all’urgenza dei lavori: in base alla sua esperienza, perché in Italia si continua a sottovalutare la sicurezza sul luogo di lavoro? Inoltre, perché nell’opinione pubblica una “morte bianca” non crea la stessa indignazione suscitata da una “morte di tifo”?

Malgrado il drammatico bilancio degli incidenti mortali sui luoghi di lavoro in Italia non è mai esistita “la cultura della sicurezza”. Il film Morire di lavoro (2007) è stato il film più distribuito in assoluto tra i miei lavori, ma il servizio pubblico televisivo, la RAI, non ha mai voluto prendere in considerazione la sua messa in onda. Fanno più notizia gli incidenti gravi allo stadio che la morte tutti i giorni di operai nei luoghi di lavoro. Tutto questo è molto imbarazzante.

 

 

Negli ultimi anni, diverse inchieste hanno appurato come la presenza della criminalità organizzata sia diventata una pericolosa costante all’interno di alcune curve. Si è fatto un’idea riguardo tali dinamiche che discreditano il valore aggregativo alla base dell’attività ultras?

La criminalità organizzata è ormai padrona delle curve anche grazie alla complicità delle società di calcio che contrattano con gli ultras la “pace interna” con elargizione di biglietti gratis e altri benefit; nelle varie inchieste le società se la sono sempre cavata con multe irrisorie. Nel 2019 l’ultima inchiesta della magistratura di Torino sui rapporti tra i “Drughi” e la società Juventus lo dimostra, mai potrei anche fare riferimento ai rapporti degli ultras della Lazio, del Milan, dell’Inter, del Napoli e degli ultras di squadre di tutte le categorie. Il cosidetto “valore aggregativo” oramai è solo retorica; ora c’è il valore economico, il business che aggrega e organizza il gruppo ultras.

 

 

 


Rivista Contrasti ringrazia sentitamente Daniele Segre per la disponibilità e la cortesia. Intervista a cura di Alberto Fabbri e Domenico Rocca (Immagine di copertina di Daniele Segre)


 

 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Papelitos
Federico Brasile
15 Giugno 2022

Nel calcio ci sono le categorie

E la nostra è sempre più bassa.
Italia
Gabriele Tassin
13 Giugno 2022

La storia si ripete, come l’Italia fuori dai Mondiali

Anche nel calcio, la storia è ciclica.
Tifo
Nicole Pezzato
9 Giugno 2022

A Venezia i bambini non tifano l’Unione

Marketing, sabermetrica ed una società confusa.
Tifo
Domenico Rocca
4 Giugno 2022

Nel nome di Antonio De Falchi

04/06/1989: il buio a San Siro.
Tifo
Michelangelo Freda
19 Maggio 2022

Si può essere ultras a Lipsia?

Un tifo in provetta, o meglio in lattina.
Tifo
Alberto Fabbri
13 Maggio 2022

Le sottoculture contro la società moderna

Intervista a Mauro Bonvicini, esperto ed interprete delle sottoculture giovanili.
Calcio
Matteo Mancin
3 Aprile 2022

Maurizio Mosca, il colto giullare

Qual è il vero Maurizio Mosca?
Italia
Luca Pulsoni
30 Marzo 2022

I ragazzi che diventeranno uomini senza l’Italia ai mondiali

Storia di un disamore antico: quello tra i ragazzi italiani e il pallone.
Italia
Valerio Santori
28 Marzo 2022

La disfatta dell’Italia senza un capro espiatorio

Perché la conferma di Mancini è una buona notizia per il movimento.
Tifo
Lorenzo Serafinelli
27 Marzo 2022

L’anima nera degli ultras ucraini

Dalle curve al fronte, tra guerra e ultranazionalismo.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
26 Marzo 2022

Capello: seguire il modello tedesco, non quello (defunto) di Guardiola

Don Fabio indica la via al calcio italiano.
Papelitos
Andrea Antonioli
25 Marzo 2022

È giusto così

Il male oscuro dell'Italia è tornato.
Altri Sport
Lorenzo Innocenti
22 Marzo 2022

A che punto è la notte del rugby italiano?

Stato della (dis)unione dell'ovale tricolore.
Tifo
Jacopo Benefico
20 Marzo 2022

Feyenoord v Ajax, il classico del calcio olandese

Due Olande diverse, due visioni del mondo inconciliabili.
Papelitos
Matteo Paniccia
9 Marzo 2022

Non tifare, investi! (e perdi)

Perché i fan token sono pericolosi.
Tifo
Alessandro Imperiali
1 Marzo 2022

Stefano Furlan vive

La morte di un tifoso, la morte senza giustizia di un ragazzo.
Podcast
La Redazione
23 Febbraio 2022

Il più sudamericano dei nove italiani

Un podcast con Bruno Giordano.
Ritratti
Emanuele Iorio
22 Febbraio 2022

La telecronaca è una cosa seria

Ritratto di Nando Martellini.
Tifo
Jacopo Benefico
9 Febbraio 2022

Sparta contro Slavia, storia di un odio

I due volti inconciliabili della Praga calcistica.
Italia
Alberto Fabbri
12 Gennaio 2022

Palermo vive di calcio

Il tifo per i rosanero, il Palermo Calcio Popolare e l'amore per il meraviglioso gioco.
Altro
La Redazione
10 Gennaio 2022

Corso di formazione in giornalismo sportivo

Insegui i tuoi sogni, unisciti a noi!
Papelitos
Alessandro Imperiali
26 Dicembre 2021

Il caos plusvalenze e la figuraccia della federazione

Ci risvegliamo tutti sudati, come troppo spesso capita.
Tifo
Alessandro Imperiali
15 Dicembre 2021

Andy Capp tra denuncia sociale e post-modernità

Icona Ultras, il fumetto ha radici storiche e politiche ben definite.
Tifo
Alberto Fabbri
12 Dicembre 2021

ToroMio: un altro Toro è possibile!

Intervista a Guido Regis, presidente della più attiva associazione di tifosi granata.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
9 Dicembre 2021

Non studio, non lavoro, non guardo la tv

Non vado al cinema, non faccio sport.
Cultura
Gabriele Fredianelli
30 Novembre 2021

Luciano Bianciardi e quella notte speciale a Cagliari

Conversazioni alcolico-notturne con Scopigno tra Hegel, Guttuso e Gershwin.
Tifo
Alberto Fabbri e Domenico Rocca
26 Novembre 2021

Curve pericolose: quando le gradinate minacciano il potere

Intervista-recensione a Giuseppe Ranieri, penna militante sulla strada e sui gradoni.
Estero
Luca Pulsoni
25 Novembre 2021

Orfani di Maradona

Un anno senza Diego e al calcio è già successo di tutto.
Tifo
Alessandro Imperiali
24 Novembre 2021

Francia violenta

Negli stadi d'oltralpe la situazione sta degenerando.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Novembre 2021

Serie A isola Felix (per gli stranieri)

Cosa ci dice la doppietta del classe 2003 giallorosso.
Ritratti
Alberto Fabbri
16 Novembre 2021

Edmondo Fabbri, il controritratto

Verità e bugie sull'allenatore della Nazionale eliminata dalla Corea del Nord.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Novembre 2021

Questi siamo

Campioni d'Europa, ma dove sono i campioni?
Tennis
Vito Alberto Amendolara
12 Novembre 2021

Musetti al rovescio

Lorenzo sta cercando di ritrovare se stesso.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
12 Novembre 2021

A nessuno frega più niente della nazionale

E forse a nessuno gliene è mai importato davvero.
Italia
Enrico Leo
4 Novembre 2021

Padova, amare l’amaro

Sotto la notte stellata di Giotto, il calcio è una ferita aperta.
Tifo
Lorenzo Serafinelli
3 Novembre 2021

L’Europa tifa solo il giovedì

Se lo spettacolo non è in campo ma sugli spalti.
Altri Sport
Gabriele Fredianelli
26 Ottobre 2021

Stefano Cerioni diventerà il Mancini della scherma?

Un parallelo tra i CT del fioretto e del calcio.
Papelitos
Federico Brasile
20 Ottobre 2021

L’Europa chiama, l’Italia non risponde

Il calcio italiano deve guardarsi allo specchio.
Ritratti
Matteo Mancin
17 Ottobre 2021

Beppe Viola, l’anticonvenzionale

Ritratto della breve e memorabile esistenza di Pepinoeu.
Altri Sport
Luca Pulsoni
4 Ottobre 2021

Sonny Colbrelli trionfa in un inferno di fango e pavé

22 anni dopo l'ultima vittoria, Roubaix si tinge nuovamente di azzurro.
Tifo
Alessandro Imperiali
25 Settembre 2021

Tutti in piedi, in Inghilterra si torna a tifare

Sono tornate le standing areas.
Motori
Giacomo Cunial
24 Settembre 2021

Nino Vaccarella: Professore, Pilota, Semi-Dio

L'automobilismo siciliano perde il suo simbolo.
Interviste
Leonardo Aresi
21 Settembre 2021

A tu per tu con Dino Zoff

Conversazione con il campione friulano.
Altri Sport
Luca Pulsoni
20 Settembre 2021

É Bagnaia l’erede di Valentino?

Il ducatista trionfa a Misano nel giorno del saluto al Dottore.
Tifo
Alberto Fabbri
16 Settembre 2021

O tutti o nessuno: il tifo organizzato si divide ancora

Le curve si dividono sugli stadi al 50%, mentre gli ultras del basket chiedono un confronto alle istituzioni.
Ritratti
Luca Pulsoni
15 Settembre 2021

Fausto Coppi, ribelle e traditore

Vivere intensamente fino a bruciarsi.
Cultura
Andrea Muratore
13 Settembre 2021

Il giornalismo eroico di Walter Bonatti

Dieci anni fa moriva un giornalista e uno sportivo straordinario.
Papelitos
Valerio Santori
10 Settembre 2021

Salutava sempre

A suon di milioni, s'intende.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
8 Settembre 2021

Ci son Cassano di nuovo!

Antonio pensa sia un gioco.
Tennis
Gabriele Fredianelli
7 Settembre 2021

La quasi perfetta simmetria delle Paralimpiadi

La spedizione olimpica giapponese è stata la punta dell’iceberg della migliore Italia sportiva paralimpica.