Calcio
27 Dicembre 2019

Roberto Firmino: l'attaccante invisibile

Celebrazione di Roberto Firmino, l'attaccante invisibile della squadra più forte al mondo.

Tra panettoni di Natale e botti di Capodanno, dovessimo tracciare la costante calcistica dell’anno solare appena trascorso, il filo sarebbe immancabilmente rosso. Non rouge, come vorrebbe la tradizione popolare, mutata dall’usanza marinaresca, poi resa famosa da Freud e Goethe. Ci perdoni la storia del pensiero, quest’anno il filo è REDS.

 

Una Champions League vinta da protagonistI, concedendo anche spazio al pathos nella storica rimonta di Anfield contro il Barça di inizio maggio. Un campionato dominato e forse già ammazzato al giro di boa: un +14 che, a differenza dell’anno passato, i rivali di Manchester, il lato sky blues alla faccia della storia, avranno vita complicatissima a invertire.
Infine il Mondiale per Club, qualche giorno fa, giusto a impreziosire la torta della stagione con una ciliegina, rigorosamente rossa.

 

 

Liverpool campione del mondo
L’ultimo successo, in ordine di tempo, dell’incredibile anno del Liverpool. Il mondiale per Club conquistato a Doha. (Photo by Francois Nel/Getty Images)

 

La crescita costante del Liverpool in questi anni paga certamente il giusto tributo al “Normal One” di Stoccarda. Jurgen Klopp, arrivato ad Anfield da manager di grandi ambizioni ma pochi trofei, ha trovato sulle rive della Merseyside il terreno giusto per coltivare la sua idea di calcio. Il Gegenpressing applicato per la prima volta, nella sua carriera, a Magonza, migliorato a Dortmund e perfezionato a Liverpool, ha saputo contrapporre un nuovo dogma al tiki-taka catalano del “Maestro” Guardiola, generando una dicotomia di stili che ha impreziosito di genialità il campionato più bello del mondo.

 

Il calcio verticale di Klopp ostenta in copertina la siderale velocità del duo africano Salah-Manè, macchine da gol senza sosta, frecce imprendibili nella faretra dei Reds. La difesa è scortata dai muscoli ipertrofici di Van Djik, la porta sigillata dal talento straripante di Alisson.

 

 

Klopp, icona pop
Jurgen Klopp, The Normal One, entrato ormai prepotentemente nella cultura popolare di Anfield. (Photo by Michael Regan/Getty Images)

 

Eppure, la terza di copertina, l’ala nascosta del best seller del Nord-Ovest di Inghilterra, ha il sorriso accecante di Roberto Firmino. Il brasiliano, nato sulle coste verdeoro, cresciuto calcisticamente in Germania e infine adottato da Albione con il nome di Bobby, è il flusso canalizzatore della DeLorean di Liverpool. L’ingranaggio fondamentale per far girare un sistema calibrato al millimetro sulla sua percezione naturale degli spazi. Perché per Bobby le definizioni negative sono estremamente più semplici rispetto a quelle positive. Non è un cannoniere, non ha fisicità dei classici 9, non ha l’esuberanza atletica dei suoi compagni di reparto, né tantomeno l’attitudine a splendere sotto i riflettori del teatro di Anfield Road.

 

Ciononostante, è un centravanti essenziale per il gioco dell’allenatore tedesco. La sua naturale capacità di captare gli spazi, comprimerli e dilatarli a piacimento con il suo lavoro di movimento costante è la luce verde per le sgasate di Salah e Mané.

 

Il tridente del Liverpool
Firmino-Salah-Mané: la Trinità di Anfield. (Photo by Clive Brunskill/Getty Images)

 

Un attaccante, un giocatore peculiare, tremendamente istintivo e naturale nella sua abilità di gestione del pallone, sia a campo aperto che spalle alla porta, con una padronanza immensa dei fondamentali tecnici – controllo, passaggio e tiro – decisamente fuori dal comune per un numero 9. Un centravanti per cui perfino l’abusato aggettivo di ‘moderno’ risulta inappropriato. La verità è che nessun giocatore al mondo interpreta il ruolo allo stesso modo e nessuno prima di lui l’ha fatto.

 

L’esempio più vicino è quello del famigerato ‘falso nueve’ sdoganato proprio dal rivale Pep, che a Barcellona aveva ritagliato una simile posizione in campo al pupillo Leo Messi. La differenza principale risiede nella spiegazione che lo stesso tecnico catalano forniva in uno dei suoi momenti profetici da vate: ‘il mio centravanti è lo spazio’. Effettivamente, la Pulga agiva lontano dal cuore delle difese avversarie proprio per scaricare la densità delle zone che poi avrebbe attaccato palla al piede. Nel caso di Bobby Firmino, al contrario, è lui stesso a gestire quella porzione di campo, addensandola e svuotandola, dettando così gli attacchi delle due ali offensive.

 

Firmino no look
Il no-look, unica concessione allo spettacolo di un giocatore essenziale.(Photo by Jan Kruger/Getty Images)

 

Sono proprio queste doti che rendono il 9 del Liverpool un calciatore semplicemente unico. Non per niente il tecnico tedesco, ha più volte rimarcato l’essenzialità del brasiliano nell’economia del suo gioco, impossibile da sostituire, perché impossibili da replicare le sue caratteristiche. Ecco che allora le alternative al giocatore dell’Alagoas sono principalmente armi tattiche che mutano la fisionomia dei Reds: Divock Origi su tutti, capace di cambiare la storia recente del Liverpool con un paio di gol essenziali nella cavalcata verso la Champions.

 

Roberto Firmino rappresenta l’esaltazione di un giocatore sistemico, diventato mediante il contesto la scintilla incendiaria per far detonare il calcio pirotecnico del Liverpool. Un destino diviso tra lavoro sporco in fase difensiva, giocate intelligenti e mai appariscenti in zona offensiva, per lasciare la scena in zona gol a compagni di reparto letali, e abbracciarli qualche secondo dopo.

 

Firmino esultanza
Roberto Firmino, giocatore unico. (Photo by Michael Regan/Getty Images)

 

Perché il biglietto della storia si strappa anche così, con il sacrifico qualitativo dei comprimari che assurgono a livello di essenzialità in un gruppo che tramite questi giocatori si trasforma in squadra. Una fatica mediata dalla gioia di essere sempre presente, non a caso lui, Roberto Firmino, è l’uomo che ha portato il Liverpool sul tetto del mondo nel recente derby personale contro il Flamengo. Un anno di celebrazioni anche a livello internazionale, avendo giocato e guidato da titolare l’attacco della nazionale brasiliana campione d’America.

 

L’utilità di una giocata, l’essenzialità di un movimento, la definizione di un ‘attaccante che non c’è’ e che non poteva che essere scovato dagli avanguardisti osservatori dell’Hoffenheim tramite Football Manager – il famoso simulatore manageriale. Perché in fondo Roberto Firmino è così: non lo noti, non lo vedi, ma le statistiche parlano per lui.

 

 

SUPPORTA !

Ormai da anni rappresentiamo un’alternativa nella narrazione sportiva italiana: qualcosa che prima non c’era, e dopo di noi forse non ci sarà. In questo periodo abbiamo offerto contenuti accessibili a tutti non chiedendo nulla a nessuno, tantomeno ai lettori. Adesso però il nostro è diventato un lavoro quotidiano, dalla prima rassegna stampa della mattina all’ultima notizia della sera. Tutto ciò ha un costo. Perché la libertà, prima di tutto, ha un costo.

Se ritenete che Contrasti sia un modello virtuoso, un punto di riferimento o semplicemente un coro necessario nell'arena sportiva (anche quando non siete d’accordo), sosteneteci: una piccola donazione per noi significa molto, innanzitutto il riconoscimento del lavoro di una redazione che di compromessi, nella vita, ne vuole fare il meno possibile. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo.

Sostieni

Gruppo MAGOG

Nel girone di ferro, un’Inter d’acciaio
Altro
Vito Alberto Amendolara
27 Ottobre 2022

Nel girone di ferro, un’Inter d’acciaio

L'Inter ha tenuto (e vinto) mentalmente.
Roger Federer, semplicemente, è stato il tennis
Tennis
Vito Alberto Amendolara
16 Settembre 2022

Roger Federer, semplicemente, è stato il tennis

Abbiamo visto Roger Federer.
Il coaching minaccia l’essenza del tennis
Tennis
Vito Alberto Amendolara
31 Agosto 2022

Il coaching minaccia l’essenza del tennis

Lo U.S. Open apre le porte a una nuova era

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Mircea Lucescu e la libertà dagli schemi
Calcio
Alberto Maresca
16 Novembre 2020

Mircea Lucescu e la libertà dagli schemi

Come la cultura rom ha plasmato l'allenatore.
Casuals, ep. I: Liverpool e le origini
Tifo
Gianluca Palamidessi
20 Luglio 2018

Casuals, ep. I: Liverpool e le origini

La cultura Scouse tra moda, violenza e nichilismo.
Eternamente Ronaldo
Recensioni
La Redazione
15 Marzo 2018

Eternamente Ronaldo

Da un frammento di Sfide, una giocata incredibile del fenomeno brasiliano. Commenta Pizzul.
Francia 98
Calcio
Maurizio Fierro
22 Maggio 2018

Francia 98

Le Monde est à nous.
Corea e Giappone 2002
Calcio
Niccolò Maria de Vincenti
30 Maggio 2018

Corea e Giappone 2002

Pentacampeões.