Cultura
03 Gennaio 2025

Tolkien e il Rugby

Uno Hobbit tra gli Uomini e gli Elfi.

A metà degli anni Trenta, nella vecchia Inghilterra, il tennis aveva ancora quel sapore antico e venerando a cui le folle esaltanti e l’inusitata popolarità hanno ormai da tempo disabituato. Nella propria naturale eleganza il tennis attirava nel Novecento intellettuali e uomini della secolare gentry d’Albione, allietando i pomeriggi e le giornate, con quel rintocco morbido e ipnotizzante della pallina sul campo.

E mentre in Italia la racchetta rievoca gli scenari malinconici e decadenti dell’Italia borghese raccontata nei Finzi-Contini, tra i campi di Sua Maestà, nello stesso periodo, un giovane tennista di nome Angus McIntosh, divenuto in seguito un noto accademico presso l’Università di Edimburgo, si rese involontariamente “responsabile” dell’infortunio alla caviglia del proprio, ancora non abbastanza celebre, avversario. Di 22 anni più anziano di lui, appassionato di tennis non meno che di filologia anglosassone, ad infortunarsi era stato un certo John Ronald Reuel Tolkien.

Prima ancora di diventare uno dei più grandi autori che la letteratura inglese (e probabilmente mondiale) abbiano mai conosciuto, Tolkien è stato un accademico, un ricercatore, un raffinato filologo e studioso. Ed anche, ovviamente, uno sportivo. Figlio e interprete della cultura stessa dello sport in salsa anglosassone.



Pur ritenuto fisicamente inadatto alla pratica sportiva, nel 1911 troviamo una foto del creatore della Terra di mezzo con la sua squadra di rugby: lo sport degli inglesi e dell’impero britannico per eccellenza. Tolkien, nato in Sudafrica e poi trasferitosi quasi immediatamente nella patria inglese, fu anche in questo un “arci-anglosassone”. Nel rugby che anima la vita, lo spirito e la forza delle classi dirigenti dell’impero, c’è tutta l’irruenza giovanile dei college; l’elitaria raffinatezza dei rampolli della vecchia Inghilterra. Scrivendo più di trent’anni dopo la sua prima esperienza come rugbista, Tolkien diede sfogo alla propria irremovibile visione del mondo da nostalgico e conservatore in un mondo ritenuto in sfacelo:

“Perché io amo l’Inghilterra (non la Gran Bretagna e certamente non il Commonwealth [grr!]), e, se avessi l’età per fare il militare, credo starei borbottando da qualche parte in servizio di combattimento, pronto ad andare fino all’amara fine, sempre sperando che le cose vadano per l’Inghilterra meglio di come sembra stiano andando”. . .

Contrasti ULTRA

Dopo sette anni lanciamo la nostra sfida. E chiediamo il vostro sostegno per farlo. Contrasti ULTRA, il piano di abbonamenti della rivista, è lo sbocco naturale di un progetto che vuole svincolarsi dalle logiche dei trend topic e del clickbaiting, delle pubblicità invasive e degli investitori invadenti. Un progetto che vuole costruirsi un futuro solido e indipendente.

L'abbonamento darà accesso ai migliori articoli del sito e ad una newsletter settimanale di lotta, di visione e di governo. Il vostro sostegno, in questo grande passo, sarà decisivo: per continuare a rifiutare i compromessi, e percorrere fino alla fine questa strada - lunga, tortuosa, solitaria - che ci siamo scelti. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo. Grazie.

Abbonati

Ti potrebbe interessare

Stefan Edberg era estetica allo stato puro
Altri Sport
Francesco Albizzati
19 Gennaio 2021

Stefan Edberg era estetica allo stato puro

Un genio del tennis in giacca e cravatta.
L'Inghilterra non convince, ma vince
Altro
Luca Pulsoni
30 Giugno 2021

L'Inghilterra non convince, ma vince

E può sfruttare un tabellone favorevolissimo.
I cardi tornano a pungere
Altri Sport
Filippo Masetti
26 Febbraio 2017

I cardi tornano a pungere

La Scozia dopo tanti anni di oblio si è ripresa la scena del Six Nations.
Fred Perry non è solo un marchio
Altri Sport
Diego Mariottini
02 Febbraio 2022

Fred Perry non è solo un marchio

Il più grande tennista britannico, allergico all'etichetta.
L'insostenibile incompiutezza dell'Inghilterra
Papelitos
Giovanni Casci
11 Dicembre 2022

L'insostenibile incompiutezza dell'Inghilterra

Una grande squadra paga i dettagli (e il carattere).