Ultra
28 Ottobre 2025

RCD Espanyol, l'altro volto di Barcellona

Appartenenza e opposizione, sofferenza e fedeltà.

Nella stagione 2022/23, il derby si chiudeva con una scena d’altri tempi: mentre l’Espanyol scivolava verso la retrocessione ed i blaugrana festeggiavano a centrocampo la ventisettesima Liga, dalla gradinata di casa i tifosi invadevano il campo per correre dietro ai giocatori ospiti e fermare le celebrazioni. Un’ esplosione di rabbia che sembrava innescata da qualcosa di più profondo della delusione sportiva, un’azione che appariva come una rivendicazione della propria esistenza agli occhi del mondo, una disperata dimostrazione d’identità.

D’altronde, sembra che l’Espanyol sia totalmente ignorato dall’immaginario che ruota alla città, una rimozione che si riflette nei luoghi più rappresentativi della città. Una narrazione, quella di una Barcellona esclusivamente a tinte blaugrana, che fa il gioco dei potentati economico-politici locali, interessati a sfruttare l’innegabile successo del club come arma di soft power di ampia gittata. Già, ma non provate a raccontarlo ai tifosi pericos (“I Parrocchetti”ndt): di fronte alla fama planetaria ed ai trofei dei cugini, innamorarsi del biancoblu è un’autentica scelta di vita.

Nel corso degli anni, la consapevolezza di essere una minoranza non ha sopito il sentimento, anzi, lo ha reso saldo come soltanto i legami forgiati nelle sofferenze possono essere. Un’unione che si rinsalda nell’intimità, in luoghi lontani dalla mercificazione che accompagna le frotte di turisti. Al celebrare del 125esimo anniversario del club (fondato il 28 ottobre 1900), gli appassionati del Reial Club Deportiu Espanyol sanno che la loro è una lotta quotidiana.

Infatti, se appare impossibile ribaltare lo storico predominio dei cugini, in termini di bacheca, la contesa per l’anima profonda di Barcellona è tutt’altro che chiusa.

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