Carrello vuoto
Calcio
19 Luglio

Spagna, la cantera d’Europa

Mattia Curmà

9 articoli
Dalla strada al tetto del Mondo.

El amor al futbol no se aprende, direbbero in Spagna: non lo si può insegnare con la teoria, è ineffabile, come direbbero i letterati. È un amore originario che qui si sente ad esempio nelle spiagge, in cui è impossibile non trovare un gruppo di ragazzi palleggiare sul bagnasciuga al grido “Qué no caiga!”, impegnati come sono a non macchiarsi della vergogna di esser sconfitti dalle leggi gravitazionali di Newton. Si sente nei pueblos dell’entroterra, dove i bambini nei vicoli angusti popolano le strade spoglie di automobili, rincorrendo il pallone tra una carambola al muro e una saracinesca che fa da porta.

 

Si vede negli spazi pubblici, in quei più di 7.000 campi comunali che rendono la Spagna uno dei paesi del mondo con la maggior presenza di terreni da gioco per abitante. Quasi come un cliché, la Catalunya primeggia in questa particolare classifica con più di 2.000 campi sportivi. Ma anche una cittadina come Villarreal, squadra capace di lottare per l’Europa giocandosela a viso aperto per molti anni, che conta appena 50.000 abitanti, dispone di un campo da gioco ogni 3000 persone.

 

La Spagna in questo si trova nel mezzo tra l’America Latina – in cui si gioca principalmente per strada – e l’Italia, in cui il calcio spontaneo va ormai esaurendosi

Il risultato di questa cultura del gioco e per il gioco è un incremento esponenziale del livello tecnico di base. A ciò bisogna aggiungere un ingrediente di programmazione, di sistema: la RFEF, l’equivalente della nostra FIGC. In Spagna sono ben 70 i centri federali dislocati sul territorio (l’Italia ne ha avuti 5 fino al 2016, mentre oggi sono diventati una cinquantina grazie alla riforma post-presidenza Tavecchio). Il sistema spagnolo è stato anche tra i primi a promuovere l’inserimento delle seconde squadre – il corrispettivo del nostre squadre Primavera – nelle leghe inferiori del calcio professionistico. Così nel 2010, dei 23 campioni del mondo in Sudafrica, sono addirittura 20 quelli passati dalle rispettive seconde squadre, crescendo in campionati professionistici da quando avevano 18 anni.

 

Non è un caso, allora, che il calcio spagnolo tanto a livello di club quanto a livello di nazionale, abbia scandito il ritmo a cui il calcio europeo ha ballato l’ultimo decennio. Prima l’egemonia blaugrana del Tiki Taka partita con Pep Guardiola, proseguita nel segno di Tito Villanova e Luis Enrique – una filosofia fondamentale anche per la La Roja, che da Barcellona ha attinto a piene mani sia nel gioco che negli interpreti, costruendo le proprie fortune internazionali (2 Europei e una Coppa del mondo tra 2008 e 2012).

 

Al cambio di ciclo blaugrana, è presto susseguita la trama imposta dal Real Madrid, capace di inanellare 4 Champions League in 5 anni, con due finali vinte ai danni degli odiati rivali dell’Atletico Madrid. Colchoneros che nel segno di Simeone si sono almeno potuti consolare, in campo internazionale, con 3 Europa League. Stesso bottino per il Sevilla, il quale sotto la guida di Emery ha sollevato 3 coppe in fila tra 2014 e 2016. Con questi presupposti, non stupisce vedere tanti talenti emigrare perché, chiusi dai grandi nomi internazionali nelle squadre di alta classifica della Liga, sono destinati a diventare una plusvalenza a bilancio.

 

Tre ragazzi, dalla Masia blaugrana, che passavano lì per caso (Photo by David Ramos/Getty Images)

L’impronta del calcio iberico e la sua influenza, quindi, non si limitano più ai confini della penisola. Basti pensare a un giovane David Silva in uscita nel 2010 dal Valencia, che poi scriverà la storia del Manchester City e della nazionale. Più di recente, talenti cristallini come Thiago Alcantara e Rodri rappresentavano per Barcellona e Atletico Madrid due centrocampisti dal sicuro affidamento per gli anni a venire. Ma nel 2014 il Barca preferì sacrificare il fratello di Rafinha, chiuso da Xavi, Busquets e Iniesta, sull’altare del mercato, e la stessa sorte è toccata a Rodri in questa campagna estiva, ceduto al City di Guardiola, per completare il quadro spagnolo formatosi in estate con Aleix Garcìa e Angelino, oltre al già citato David Silva.

 

In Italia ci siamo abituati a leggere i nomi di Borja Valero, Callejòn, Albiol, Reina, Suso, Castillejo, Fabiàn Ruiz… un patrimonio calcistico importante, che ha elevato notevolmente il tasso tecnico del nostro campionato. Ma non siamo certo i soli. Se osserviamo oggi la rosa delle migliori squadre d’Europa il quadro che emerge è di facile lettura: gli spagnoli, nelle squadre che vincono, non mancano mai (il Liverpool di quest’anno si iscrive al registro come eccezione a conferma della regola, con le sole 5 presenze stagionali di Alberto Moreno).

 

La tendenza più forte si registra forse in Inghilterra. Nell’ultimo Chelsea di Sarri, i vari Kepa, Marcos Alonso, Azpilicueta o Pedrito hanno rappresentato un’ossatura imprescindibile per i risultati della stagione del tecnico toscano. I tifosi del Tottenham, orfani dell’uragano Harry Kane nella parte più importante della stagione, hanno trovato in Fernando Llorente un sostituto all’altezza, capace di portare in finale di Champions League i ragazzi di Pochettino. Lo United, vittorioso lo scorso anno in Europa League, può contare su David De Gea tra i pali e un Juan Mata la cui carriera si è sviluppata maggiormente nella vecchia Albione, più che in Spagna. Senza scomodare il City, con alla guida uno spagnolo e con una forte presenza iberica.

 

Uno dei tanti miracoli di David De Gea in casacca United. Qui quella su Kane della passata stagione (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

 

La macchia Roja arriva fino in Germania. Dove nel Bayern Monaco campione in Bundesliga, i nomi di Thiago Alcantara e Javi Martinez sono oggetto di cori, esultanze e festeggiamenti. Il Borussia Dortmund ha ritrovato in Paco Alcàcer un attaccante da 19 gol in 32 presenze e in Achraf (ex Real Madrid) un terzino di sicuro affidamento. Anche a Parigi è partita in estate la “spagnolizzazione” della rosa, con Bernat (ceduto dal Bayern Monaco), Sarabia (ex Sevilla) e Ander Herrera (proveniente dallo United) che hanno raggiunto Jesé – a dire il vero, rimasto ai margini del progetto.

 

Questa “fuga di cervelli” porta in dote un’importantissima contropartita economica nelle casse dei club. Il solo Atletico Madrid, dal trasferimento di Fernando Torres verso Liverpool, anno 2007, e arrivando al mercato ancora in corso, ha incassato una cifra pari a 334M di euro dalle sole vendite di giocatori provenienti dalla cantera. Il Real Madrid è di poco sotto, con 250M incassati grazie a La Fàbrica negli ultimi due lustri. Qualcosa in meno lo ha fatto il Barcellona, che da questo punto di vista propone anche un approccio diverso: i giocatori usciti dalla Masia che hanno più mercato, tendono a prima ad essere a chiamati a dimostrare di poter rientrare nel progetto della prima squadra. Un elemento che, di fatto, abbassa la valutazione di “giovane astro nascente” per via delle poche presenze all’attivo dopo un anno in Primera Divisiòn. Se invece quel giocatore di presenze ne ha collezionate molte, allora, è più probabile che continui a vestire i colori blaugrana ancora per qualche anno.

 

Questa tendenza tutta spagnola di essere la cantera d’Europa sembra lontana dal termine. La Rojita è infatti fresca di vittoria di europeo Under 21 con la squadra capitanata da Jesus Vallejo, uno che a 16 anni giocava per il Real Zaragoza i playoff di Segunda Divisiòn da capitano – qualche settimana più tardi fu prelevato dal Real Madrid e parcheggiato in anno all’Eintracht. Oppure Dani Ceballos, che dopo aver incantato al mondiale Under 20 (vinto, neanche a dirlo, dalla Spagna) e mostrato colpi da capogiro col Betis e nelle poche apparizioni in maglia merengue, è stato l’oggetto dei desideri del Milan di Giampaolo per poi sposare la causa dei gunners di Emery. Senza scordarsi del meno blasonato Pablo Fornals, punto cardine delle squadre allenate da Calleja negli ultimi due anni, passato dal submarino amarillo di Villarreal al West Ham per la somma di 25M.

 

Dani Ceballos, neo-Spurs, protagonista assoluto dell’ultimo Europeo U21 (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

 

Nel frattempo i tre tenori de La Liga portano avanti campagne acquisti milionarie, favorendo l’esodo di questi stessi talenti: il Real ha già speso più di 300M e all’attivo non figura un solo nome spagnolo. Il Barcellona ha portato in Catalogna il suo nuovo top player, Antoine Griezmann, niente di più lontano da un canterano. L’Atletico Madrid dal canto suo ha già investito i soldi incassati dalle cessioni eccellenti, portando quegli stessi 120M di Griezmann nelle casse del Benfica per il 19enne Joao Felix.

 

Il calcio italiano, da un paio d’anni a questa parte, risponde con un graduale abbandonato di quella direzione ostinata e contraria al gioco propositivo, e quindi alla qualità, che è stata per anni schiacciata da in difensivismo che non paga più gli stessi dividendi. Si intravedono segnali positivi in un sistema che ha premiato per decenni il fisico sulla tecnica, la prontezza al tempo per costruire, lasciando spazi marginali alla crescita e raffreddando i cuori di tifosi e pallonari appassionati.

 

Ormai avulsi al gioco tecnico, ci siamo abituati ad esaltare le trovate tattiche perché sul campo mancano quelle giocate per cui il cuore batte. Gli unici profili che l’Italia ha saputo coltivare ed esportare con successo sono quelli di allenatore. Ma se la speranza deve farsi dura a morire, è perché la qualità, quel tema così strettamente connesso al sentimento puerile e incondizionato che ci emoziona, sembra essere piacevolmente tornata uno dei Leitmotiv nel discorso calcistico nostrano.


 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Papelitos
Andrea Antonioli
5 Maggio 2022

Tradizione, mistica, religione

Así gana el Madrid.
Ritratti
Raffaele Scarpellini
3 Maggio 2022

Paul Breitner tra Marx, Mao e Che Guevara

Eroe della controcultura, fino ai patti col sistema.
Ritratti
Marco Metelli
26 Aprile 2022

Wales, Golf, Madrid. In that order

Perché Gareth Bale è una leggenda.
Papelitos
Andrea Antonioli
14 Aprile 2022

10, 100, 1000 Atlético Madrid

Una squadra che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo.
Papelitos
Luca Pulsoni
13 Aprile 2022

Il Villarreal insegna il mestiere

Evviva l'intelligenza, evviva la preistoria!
Papelitos
Federico Brasile
16 Marzo 2022

Diego Padre Simeone

Guai a dare per morto il Cholo.
Estero
Eduardo Accorroni
16 Dicembre 2021

Tutti contro la Coppa d’Africa

Tranne gli africani, che però contano meno di zero.
Ritratti
Marco Metelli
17 Novembre 2021

Louis van Gaal, maestro di vita

L'evoluzione di un allenatore incredibile.
Papelitos
Emanuele Iorio
3 Ottobre 2021

La nuova dimensione del Barcellona

Da grandissima a piccola squadra.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Settembre 2021

Non ditelo a Florentino

Lo Sheriff Tiraspol dà una lezione al Real e ai (pre)potenti del calcio.
Papelitos
Eduardo Accorroni
6 Settembre 2021

Griezmann l’eterno indeciso

Dallo strappo con la Cina (Huawei) al ritorno all'Atletico (Wanda Metropolitano).
Papelitos
Luca Pulsoni
1 Settembre 2021

Alleluja! Il mercato è finito (forse)

Siamo usciti stanchi e nauseati da questa sessione.
Estero
Marco Marino
1 Settembre 2021

Le criptovalute alla conquista del calcio

Dall'acquisto di Messi ai club italiani.
Estero
Gianluca Palamidessi
16 Agosto 2021

Dottore chiami un dottore

Tutti contro il PSG. Con qualche anno di ritardo.
Ritratti
Paolo Cammarano
14 Agosto 2021

Jorge Valdano e il gioco infinito

L'ultimo poeta del fútbol.
Ritratti
Gianluigi Sottile
14 Luglio 2021

Luis Enrique, leader e gentiluomo

L'allenatore che non accetta compromessi.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
7 Luglio 2021

Occhi lucidi

Il cuore dell'Italia non muore mai.
Estero
Paolo Cammarano
6 Luglio 2021

La Spagna che non tifa Spagna

La Roja non unisce tutto il Paese.
Papelitos
Marco Armocida
1 Luglio 2021

La Spagna gioca al ritmo di Sergio Busquets

Un giocatore insostituibile.
Estero
Paolo Cammarano
9 Giugno 2021

La guerra (delle radio) più assurda di sempre

Un potere che in Spagna superava quello dei club.
Estero
Valerio Santori
2 Giugno 2021

Guardiola non vuole più essere Guardiola

La dura vita del profeta, fuori dalla patria.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Maggio 2021

Le finali non si giocano, si vincono

Il Villarreal è campione d'Europa.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Maggio 2021

Lasciare a casa Sergio Ramos non è una scelta di campo

Un leader tanto decisivo da risultare scomodo.
Ritratti
Gianluigi Sottile
24 Maggio 2021

Sami Khedira fuori dagli schemi

Si ritira un calciatore dall'intelligenza differente.
Estero
Gianluca Losito
23 Maggio 2021

L’Atletico Madrid non muore mai

Gli uomini di Simeone hanno vinto l'undicesimo titolo.
Ritratti
Marco Armocida
5 Maggio 2021

Toni Kroos, il principe

Elegante, intelligente, colonna del Real Madrid.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Aprile 2021

È arrivato Robin Hood

Florentino Perez è venuto a “salvare il calcio”.
Basket
Diego Mariottini
29 Marzo 2021

Prima che il Banco Roma sballasse

29 marzo 1984, il grande trionfo europeo prima del declino.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
28 Marzo 2021

Viva il pragmatismo degli Azzurrini di Nicolato!

Lotta, sudore, sacrificio: ma per De La Fuente è l'anticalcio.
Calcio
Carlo Garzotti
17 Febbraio 2021

Adriano, alla fine dell’impero

Un fenomeno vittima dei propri demoni.
Ritratti
Andrea Angelucci
11 Febbraio 2021

Lo strano caso di Aritz Aduriz

Compie oggi 40 anni un simbolo del calcio basco.
Papelitos
Alberto Fabbri
3 Febbraio 2021

Chi si stupisce dell’ingaggio di Messi si è svegliato tardi

Trovare un colpevole per non considerare il quadro della situazione.
Storie
Gianpaolo Mascaro
23 Dicembre 2020

(Piccola) Patria basca

Orgoglio e radici dell'Euskal Selekzioa.
Ritratti
Andrea Mainente
14 Dicembre 2020

L’insostenibile leggerezza di Michael Owen

Bruciare le tappe per poi infine bruciarsi.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
3 Novembre 2020

Il circo del Payaso

Compie 41 anni uno degli argentini più amati.
Calcio
Raffaele Scarpellini
24 Ottobre 2020

Il Valencia non vede più la luce

Il magnate Peter Lim sta portando il club nel baratro.
Calcio
Gianluigi Sottile
8 Ottobre 2020

Odiare Diego Costa è troppo facile

Forse è arrivato il momento di rivalutarlo.
Tennis
Diego Mariottini
22 Settembre 2020

Ronaldo, una storia semplice

44 anni di un uomo nato per giocare a pallone.
Papelitos
Alberto Fabbri
7 Agosto 2020

Champions League 19/20: prove tecniche di Superlega

E se l'élite europea se ne andasse davvero per conto suo?
Calcio
Alberto Maresca
12 Giugno 2020

Tifare Sevilla tra sangue e sangria

I Biris Norte tra Federico García Lorca e Francisco Franco.
Tifo
Jacopo Benefico
21 Maggio 2020

Perché Florentino Perez obbliga degli attori a tifare il Real?

La scomparsa degli Ultras Sur e i nuovi pupazzi del Bernabéu.
Storie
Leonardo Catarinelli
18 Aprile 2020

Il Cholismo forgiato dal fuoco dell’Etna

Il Catania degli argentini guidati da Diego Pablo Simeone.
Storie
Remo Gandolfi
17 Aprile 2020

Marcelo Bielsa e Bilbao si sono tanto amati

Dalla stima alla rottura, un amore argentino nei Paesi Baschi.
Tifo
Mattia Curmà
30 Marzo 2020

Cosa significa essere del Betis

Tifare blanquiverde è da sempre un'esperienza totalizzante.
Papelitos
Federico Brasile
29 Marzo 2020

La Juventus fa da esempio

I giocatori bianconeri hanno deciso di tagliarsi lo stipendio.
Calcio
Alberto Fabbri
12 Marzo 2020

Dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora

Ad Anfield ci siamo dimenticati di tutto il resto.
Calcio
Gianluca Palamidessi
10 Marzo 2020

Il Getafe di Bordalás o lo amate o lo odiate

Chi è il prossimo avversario dell'Inter in Europa League.
Calcio
Gianluca Palamidessi
2 Febbraio 2020

Cristiano Ronaldo non è l’uomo che credete di conoscere

Chi si cela dietro alla maschera da egocentrico del fuoriclasse portoghese?
Papelitos
Mattia Curmà
17 Gennaio 2020

Da Valverde a Valverde

La settimana dei Valverde: Federico ed Ernesto, tra gloria e fallimento.
Calcio
Lorenzo Solombrino
10 Dicembre 2019

Malaga, sedotto e indebitato

Quando finisce l'amore, rimangono solo i debiti.