Carrello vuoto
Altri Sport
4 Febbraio

Le Olimpiadi del sovrano Xi Jinping

Matteo Zega

3 articoli
La Cina è vicina.

Se alla vicenda Djokovic può essere riconosciuto un merito è quello di aver dimostrato, in mondovisione, una verità spesso latente ma inequivocabile: lo sport è politica, da sempre. Se le controversie legate ad un singolo atleta hanno avuto il potere di coinvolgere e dividere il mondo intero, si può ben immaginare la rilevanza dei messaggi più o meno sottesi di cui si rivestono le Olimpiadi, evento sportivo globale e globalizzante per eccellenza. Si crea così un nesso tra l’antica Grecia e la Cina del terzo millennio, tra Dionisio di Siracusa e Xi Jinping: la necessità di coniugare i Giochi alle proprie esigenze diplomatiche e propagandistiche.

Alla vigilia delle Olimpiadi invernali, il mondo è nel pieno di una rivoluzione totale con epicentro proprio in Cina: il virus, stravolgendo ogni distanza spazio-temporale, ha reso immediatamente prossimo uno Stato che fino a ieri appariva remoto, a cui l’Occidente guardava con superba superficialità e di cui oggi subisce l’inesorabile ascesa. Si vanno bilanciando, se non rovesciando, i rapporti di forza tra le potenze atlantiche e la “fabbrica del mondo”, che ha mire espansionistiche ben definite e dichiarate: al 2010 l’obiettivo era la guida dell’Asia orientale, al 2020 l’area asiatico-pacifica (si pensi a Taiwan) e entro il 2050 il traguardo da raggiungere è l’egemonia intercontinentale.

La Cina è vicina, il processo di state building è tutt’ora in via di definizione e non è chiaro quali sembianze il Dragone miri ad assumere.

Il machiavellico Xi sta tracciando i connotati di uno Stato in continua espansione, in cui il potere, soverchiante e a tratti impercettibile, esiste per essere progressivamente accresciuto. Il Partito Comunista Cinese si trova a dover organizzare il Beijing consensus, bilanciando autoritarismo e soft power. Le modalità in cui il comitato centrale si sta muovendo sono eterogenee e spesso contraddittorie: dalla diplomazia clemente “del panda”, “delle mascherine” a quella repressiva dei “lupi guerrieri”, la supervisione dei social con cui il governo si assicura che i fatti vengano “narrati correttamente”. Di questo snodo nevralgico tratta Barbara Onnis in “L’egemonia invisibile” (GOG Edizioni, 2021), in cui si nota che «con la leadership di Xi Jinping, la strategia di politica estera cambia radicalmente, con l’abbandono definitivo del “basso profilo” di Deng e l’avvio di una politica sempre più assertiva».



Di questa strategia sono parte integrante le Olimpiadi: se fino agli anni ’80 le partecipazioni cinesi furono sparute e ingloriose (la RPC acquisì la triste nomea di “grande malato d’Asia”), Pechino sarà la prima città ad ospitare sia l’edizione estiva che quella invernale. D’altronde, l’interesse che il Partito Comunista Cinese nutre nei confronti dei Cinque Cerchi non è cosa recente: già Mao Zedong propugnava l’idea di sport quale “continuazione della politica con altri mezzi”, e dagli incentivi ai “three big ball sports” del primo mondo (calcio, pallavolo e basket), fino all’attualissima “gold metal strategy”, i vertici del governo cinese interpretano i Giochi come vero e proprio mezzo diplomatico. 

Così Pechino 2008 e Pechino 2022 rappresentano tappe imprescindibili nell’ascesa leviatanica del Celeste Impero; questa volta però, a differenza di quattordici anni fa, come riporta il NYT «la Cina non ha più bisogno di dimostrare la sua posizione sulla scena mondiale; vuole proclamare la propria visione ampia di nazione più prospera e fiduciosa sotto Xi, il leader più potente dai tempi di Mao. Laddove un tempo il governo cercava di addolcire i suoi critici per rendere i Giochi un successo, oggi li sfida».  

La potenza manovrata da Xi deve mostrarsi al mondo non più mesta ed isolata come ai tempi di Tienanmen, quando, continua il giornale americano, «l’unica stazione sciistica della zona (nord est, ndr) era un edificio in legno con una sala da pranzo, una manciata di camere d’albergo e un piccolo negozio di sci». Questo prima che il suo leader stabilisse arbitrariamente che la Cina sarebbe diventata «il Paese delle meraviglie degli sport invernali. […] Ora ci sono sei resort sulle montagne vicino a Chongli, la piccola città vicino a Zhangjiakou, uno dei due nodi olimpici creati sulle montagne a nord di Pechino.

Hanno stimolato un interesse per lo sci, con 2,8 milioni di visitatori nell’inverno del 2018 e 2019, secondo Xinhua, rispetto ai 480.000 di tre anni prima». 

L’avanguardia delle nuove stazioni non basta però a nascondere gli evidenti limiti strutturali: la mancanza di tradizione per quanto riguarda gli sport invernali, la scarsità di nevicate e un inquinamento tale da esser definito aeroapocalisse. Nonostante ciò, in sede di assegnazione dell’evento, un videomessaggio di Xi è riuscito ad indirizzare i vertici del CIO in favore di Pechino: il ritiro delle rivali europee, in partenza favorite, e la concorrenza non proprio insidiosa di Almaty, ex capitale kazaka, hanno fatto il resto.



Per mantenere alta, o quantomeno accettabile, la propria reputazione, il comitato organizzatore ha deciso di giocare la carta dell’ambientalismo, improntando la campagna promozionale all’obiettivo di garantire “olimpiadi verdi”. Aprendo il portale online di Beijing2022, uno dei panel principali parla di “sustainability for the future”, slogan che dà di gomito agli ecologisti di facili entusiasmi. Ma se è ingenuo ignorare la contraddittorietà del fatto che si giochino le olimpiadi invernali in un posto dove non nevica, è da fessi credere che per arginare le ricadute ambientali di tale scelta basti produrre ghiaccio da anidride carbonica e ricavare l’energia necessaria da fonti rinnovabili.

Le Olimpiadi saranno inoltre il culmine della politica “Covid zero” perseguita dal governo cinese. I costi umani sono gravissimi, sebbene le autorità sanitarie minimizzino, definendoli “relativamente bassi”: messo a tacere il CIO sui protocolli sanitari anticontagio, Pechino è circondata da un cordone sanitario, 20 milioni di abitanti sono in lockdown e a gran parte della popolazione saranno vietati gli spostamenti nonostante il Capodanno lunare. Tutti gli attori coinvolti, dagli atleti ai reporter, vivranno in “bolle” anticontagio, schedati e scortati dalle autorità locali in ogni spostamento.

Per quanto riguarda i diritti umani (eh?), la sensibilità del Partito Comunista Cinese è restituita dal trattamento riservato ai propri atleti. Oltre al celebre caso Peng Shuai, vittima dei “lupi guerrieri”, sempre più impopolari sono le modalità dai tratti spartani con cui la Cina si occupa della formazione sportiva dei propri cittadini. La ricerca di futuri talenti avviene setacciando gli asili di tutto il paese in cerca di bambini ben disposti fisicamente, che vengono “prelevati” e cresciuti in apposite strutture, dove i migliori diventeranno i rappresentanti della nazione. In silenzio, però, perché alle imminenti olimpiadi sarà espressamente vietato esprimere qualsiasi opinione personale, politica o di dissenso.

«Sono certo sarà protetta qualsiasi espressione in linea con lo spirito olimpico – ha candidamente affermato Yang Shu, tra i vertici del comitato organizzatore – Qualsiasi comportamento o discorso contrario allo spirito olimpico, soprattutto alle leggi e alle norme cinesi, sarà soggetto a determinate punizioni». 

Quanto alla politica estera, il discorso non è migliore. Joseph Hu, ministro degli esteri taiwanese, in un’intervista dichiara: «La Cina ha incarcerato milioni di uiguri in campi d’internamento nei quali è diffusa la pratica del lavoro forzato e sono molti i casi documentati di sterilizzazione forzata delle detenute. La libertà religiosa è duramente soppressa in Tibet dove le comunità locali hanno dovuto forzatamente rinunciare al proprio stile di vita. La legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong ha cancellato lo stato di diritto incarcerando migliaia di attivisti, esponenti politici democratici e giornalisti. Il regime di Xi-Jinping ha ignorato le critiche della comunità internazionale e sta continuando a perseguire un progetto totalitario antitetico ai valori universalmente riconosciuti di libertà e democrazia».


A poco valgono i richiami delle istituzioni occidentali, con Biden che viene invitato a “non giocare con il fuoco”, poiché il Taiwan è un “affare interno” e i campi di detenzione nello Xinjiang, afferma il console cinese a New York, altro non sono che “centri di istruzione e formazione professionale”, dove «il rispetto e la protezione dei diritti umani in conformità con la Costituzione e la legge cinese sono rigorosamente osservati». L’ossimorica compresenza di termini quali “diritti umani” e “legge cinese” all’interno del medesimo periodo rende lampante l’inattendibilità di tali dichiarazioni.

Fonti della difesa di Taipei parlano di circa 886 invasioni aeree nel periodo gennaio-novembre 2021, provocazioni continue con cui il Dragone mira a fagocitare il Taiwan, distretto produttivo del mondo intero e decisivo snodo commerciale. Quanto alla situazione nello Xinjiang, i rapporti ONU testimoniano un milione di Uiguri schedati, detenuti e torturati, oltre al raccapricciante piano di “chirurgia gratuita per la prevenzione del parto”, finalizzato a sterilizzare le donne e indurre la minoranza musulmana alla morte demografica. Un genocidio a tutti gli effetti, come ha evidenziato non da ultima un’inchiesta di Associated Press, che attira su di Xi lo scetticismo delle potenze occidentali.

Alla luce di tali controversie, le prossime Olimpiadi assomiglieranno ad un’autentica prova del fuoco: il trionfalismo con cui il Partito sta mostrando i muscoli rischia di degenerare in un’irreversibile ipertrofia, che renda difficile mantenere serrato il vaso di Pandora ancora per molto. Timidi segnali di un’opinione pubblica sempre più scettica provengono dagli attori economici, che per timore di compromettere il proprio marchio stanno esitando nel pubblicizzare l’evento. 

Un’indagine della BBC evidenzia «una drastica riduzione dei tweet degli sponsor globali» rispetto a Tokyo2020, con i vari Coca-Cola, AirBnb, etc. che «menzionano a malapena Pechino2022». 

Ciononostante, il Dragone è del tutto impermeabile al giudizio dell’Occidente, forte del fatto che gran parte dei Paesi del mondo dipende dalla propria capacità produttiva e commerciale. Xi, leader machiavellico, pare ignorare la prima regola del Principe, che suggerisce al sovrano di evitare che la propria superiorità pesi su rivali e cortigiani, poiché, segue la seconda, niente è più micidiale di rivali e cortigiani frustrati. 

Ma in fondo, come biasimarlo? Il suo rivale frustrato, l’Occidente, con il mondo che sta cadendo, si sposta un po’ più in là. Oppone un timido boicottaggio che sa di ripicca bambinesca e lascia trasparire tutta la mestizia per la manifesta superiorità avversaria. Non sappiamo come andranno i Giochi, chi sarà il vincitore, il Pròtos anthròpon, com’era definito nell’Antica Grecia. L’impressione è che, ben oltre il medagliere, a spiccare come “primo tra gli uomini” a Beijing2022, altri non sarà che Xi-Jinping.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Ritratti
Diego Mariottini
12 Novembre 2021

Nadia Comaneci, Stella dell’Est

La ginnastica della perfezione.
Altro
Luca Pulsoni
9 Novembre 2021

La Generazione Z distruggerà lo sport tradizionale

I Giochi del Commonwealth come esperimento sociale.
Storie
Andrea Tavano
21 Settembre 2021

Boris Arkadiev, maestro del calcio sovietico

Demiurgo (a sue spese) dello sport nell'URSS.
Papelitos
Eduardo Accorroni
6 Settembre 2021

Griezmann l’eterno indeciso

Dallo strappo con la Cina (Huawei) al ritorno all'Atletico (Wanda Metropolitano).
Italia
Diego Mariottini
15 Agosto 2021

Berlino 1936, il Ferragosto d’oro del calcio italiano

La nazionale di Pozzo che vinse l'oro alle Olimpiadi.
Estero
Eduardo Accorroni
9 Agosto 2021

Il calcio in Cina è pura propaganda?

Per il governo cinese, il calcio è molto più di un semplice sport.
Altro
Antonio Aloi
7 Agosto 2021

Luigi Busà, il Gorilla d’Avola con l’oro al collo

Il primo karateka a vincere un oro olimpico è italiano.
Cultura
Gabriele Fredianelli
5 Agosto 2021

Il lungo viaggio della scherma italiana

La scherma in Italia, parte II: il Novecento e i Giochi Olimpici.
Altro
Giacomo Rossetti
3 Agosto 2021

La vela italiana si ricopre d’oro

La strana coppia Tita-Banti ha compiuto un'impresa incredibile.
Altro
Gabriele Fredianelli
2 Agosto 2021

Il momento cruciale della scherma italiana

Non (più) top ma nemmeno flop.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
2 Agosto 2021

Sul tetto del mondo

L'estate italiana non è mai stata così dolce.
Altro
Antonio Aloi
1 Agosto 2021

Irma Testa, nella direzione giusta

La rivincita della scuola pugilistica italiana.
Tennis
Gianluca Palamidessi
1 Agosto 2021

Immagine e depressione

Non un problema sportivo, ma culturale.
Altro
Gabriele Fredianelli
29 Luglio 2021

L’ultimo ballo di Aldo Montano

Il campione dice addio alla pedana con un argento al collo.
Altro
Gabriele Fredianelli
25 Luglio 2021

Luigi Samele, l’argento contro tutti i pronostici

Lo schermidore foggiano ha vissuto il punto più luminoso della sua carriera.
Altro
Giacomo Rossetti
25 Luglio 2021

Vito Dell’Aquila, il guerriero timido con l’oro al collo

Il metallo più prezioso ha cinto il collo di un ragazzo pugliese che incarna lo spirito del taekwondo.
Papelitos
Giacomo Rossetti
23 Luglio 2021

La mia pazza estate alle Olimpiadi di Tokyo

Seguire i Giochi dal vivo, sputo dopo sputo.
Tennis
Francesco Domenighini
23 Luglio 2021

Le Olimpiadi mutilate

Al via i Giochi più discussi di sempre.
Altro
Alessio Nannini
18 Luglio 2021

Laurel Hubbard, la prima trans alle Olimpiadi

Una competizione sleale, ma secondo le regole.
Basket
Giacomo Rossetti
5 Luglio 2021

L’Italia del basket rinasce a Belgrado

Con una gara da consegnare ai posteri, gli azzurri di Meo Sacchetti conquistano l’accesso alle Olimpiadi di Tokyo.
Ritratti
Gabriele Fredianelli
4 Luglio 2021

Aldo Montano, la scherma nel sangue

Cinque olimpiadi e non sentirle.
Tennis
Enrico Ricciulli
26 Giugno 2021

Juan Martìn Del Potro, eroe del popolo

Un gigante dal cuore d'oro che lotta per non arrendersi.
Altro
Francesca Lezzi
31 Marzo 2021

Jesse Owens oltre la retorica

Un'icona dello sport, non dei diritti.
Altro
Beniamino Scermani
21 Marzo 2021

Non esiste solo il calcio

Perché l'Italia non considera gli altri sport.
Interviste
Gianluca Losito
15 Marzo 2021

Clemente Russo, una vita sul ring

Intervista con il pugile campano, pronto per la sua quinta Olimpiade.
Altro
Gennaro Chiappinelli
23 Febbraio 2021

Il Tiro con l’arco ha radici profonde

Una disciplina in cui riecheggiano millenni di storia.
Storie
Gianfranco Franchi
4 Febbraio 2021

Il Tibet sopravvive nel calcio

Un popolo perduto che si ritrova in campo.
Tennis
Lorenzo Santucci
26 Gennaio 2021

Alla faccia dei responsabili

Per le Olimpiadi evitata la sanzione, non la figuraccia.
Papelitos
Lorenzo Santucci
14 Gennaio 2021

Olimpiadi 2021, saremo senza bandiera?

L'Italia rischia un danno di immagine spaventoso.
Ritratti
Luca Pulsoni
5 Dicembre 2020

Jay Jay Okocha ha dilatato spazio e tempo

La magia del 10 africano più forte di sempre.
Ritratti
Jacopo Benefico
13 Ottobre 2020

Ian Thorpe, se la gloria cela lo spettro della depressione

Una vita in vasca tra estasi e ricadute.
Ritratti
Edoardo Salvati
11 Ottobre 2020

Jury Chechi, sfidare i limiti della fisica

Jury Chechi non è soltanto una leggenda degli anelli, ma è anche un'icona nazionale.
Altro
Andrea Catalano
28 Maggio 2020

Elogio del riscatto per sopravvivere in tempi difficili

Cadere, rialzarsi, cadere di nuovo, ballare.
Altro
Giacomo Orlandini
27 Aprile 2020

L’ideologia del record andrà in crisi

Quando non ci saranno più barriere da poter superare, l’atletica avrà ancora senso di esistere?
Altro
Alessandro Imperiali
31 Marzo 2020

Il significato etico e politico delle Olimpiadi greche

Molto più di una semplice competizione sportiva.
Interviste
Mattia Di Lorenzo
2 Marzo 2020

Patrizio Oliva, da Poggioreale all’oro olimpico

Uno dei più grandi rappresentanti del pugilato tricolore ci ha raccontato la sua storia, umana ancor prima che sportiva.
Calcio
Alessandro Previdi
15 Gennaio 2020

La Cina si è presa l’Africa, anche nel calcio

Un riassunto di come la Cina, attraverso la diplomazia degli stadi, ha colonizzato sportivamente l'Africa.
Calcio
Niccolò Maria de Vincenti
23 Agosto 2019

Il Dragone che dorme

Una speranza per aumentare i ricavi, l'immenso mercato, i capitali in Europa: il Celeste Impero è un miraggio per tutto il calcio globale. Ma qual è lo stato dell'arte? Un'opinione.
Papelitos
Lorenzo Santucci
2 Agosto 2019

Senza CR7 e Neymar non è circo

Nei Paesi privi di cultura calcistica conta più il singolo della squadra, in una deriva individualista che sta spolpando il calcio.
Papelitos
Leonardo Aresi
14 Marzo 2019

Esports alle Olimpiadi? No, pietà!

Impediamo ai nerds di mettere le mani sui Giochi.
Ritratti
Alberto Fabbri
4 Agosto 2018

Ondina Valla

Il sole in un sorriso.
Calcio
Andrea Antonioli
16 Marzo 2018

Scatole cinesi

Le cessioni di Carrasco e Gaitàn dall'Atletico Madrid al Dalian Yifang, un affare tutto interno al Wanda Group.
Altro
Alessandro Autieri
27 Febbraio 2018

Cos’è successo a PyeongChang 2018

Da Ledecka alle Coree unite, dal record di Fourcade alla Russia dimezzata e disobbediente; un lungo viaggio all'interno di ogni disciplina dell'Olimpiade appena terminata.
Altro
Leonardo Di Salvo
25 Febbraio 2018

Blood in the pool

Era inevitabile: lo scontro tra Ungheria e Unione Sovietica non si sarebbe fermato con la repressione della rivolta magiara.
Altro
Francesco Zambianchi
12 Febbraio 2018

Johannes Høsflot Klæbo

Lo sci nordico sta vedendo nascere la sua nuova stella: ha 21 anni ed è già il favorito. Per vincere tutto.
Altro
Alessandro Autieri
22 Gennaio 2018

I Fourcade, due pesci combattenti

Il dualismo tra Simon e Martin Fourcade si è risolto in modo inaspettato, facendo la Storia.
Recensioni
Gezim Qadraku
17 Gennaio 2018

L’ultima estate di Berlino

Federico Buffa e Paolo Frusca ci raccontano la storica Olimpiade del 1936. Un romanzo di sport, passione e ferocia.
Editoriali
Luca Giannelli
30 Dicembre 2017

La rivoluzione che non c’è

Dopo lo scaricabarile seguito all'eliminazione mondiale, eccoci da punto e a capo: intrecci malsani tra sport e politica, giornalisti compiacenti e leggi ad personam.
Papelitos
Alberto Girardello
18 Dicembre 2017

Valanghe (azzurre) in arrivo

Fuori dai canali di comunicazione mainstream si gioca la battaglia pre-olimpica negli sport invernali
Ritratti
Alberto Girardello
25 Maggio 2017

Mo Farah

L'uomo da battere.