Papelitos
24 Settembre 2021

Pioli, non t'allargare

Il calcio non è flipper, grazie.

Adesso, di colpo, sembra che il calcio faccia schifo a tutti. E chi vuole fare il mondiale ogni due anni, chi decostruire i campionati nazionali, chi cambiare le regole del gioco. Il calcio è diventato improvvisamente un vecchio arnese, uno sport superato dalle esigenze di un tempo sempre più frenetico e mutevole: è il progresso, bellezza! Così i palati da soddisfare sono quelli viziati della cosiddetta “Generazione Z” (esiste davvero?), ma ricordiamoci una cosa: tutti i presidenti, dirigenti e superdirettori galattici che fanno ricorso ai “più giovani” stanno in realtà creando l’alibi perfetto per salvare se stessi e una barca del pallone che sta inesorabilmente affondando – spesso per loro responsabilità.

Le nuove generazioni sono così l’ultima spiaggia, i consumatori perfetti a cui dare merda fingendo che, di colpo, si possa mangiare solo quella – e che sia pure ottima!. E allora ci vogliono più partite, a ogni orario e ogni santo giorno; più competizioni, dalla Conference League al Mondiale ogni due anni – ad ipotetiche, e mai davvero sopite, Superleghe; più gol e azioni salienti, meno pause e momenti morti. E se non è per salvare il calcio e venire incontro alle nuove generazioni, è per rispettare un altro mantra della nostra epoca: la competitività.



Così nemmeno Pioli, con quel suo aspetto trasandato e umile da francescano di provincia, si è lasciato scappare l’occasione per proporre la sua ricetta per “colmare il gap con le grandi europee” (non ha usato propriamente queste parole, ma tanto ormai adoperano tutti le stesse):

«Io farei anche altre modifiche – oltre ai cinque cambi, ndr –: basarsi sul tempo di gioco effettivo, un time-out nel primo tempo e, visto che ci piace il calcio offensivo, stabilire che una volta superata la propria metà campo, non si può più passare la palla indietro».

Stefano Pioli

Ma come, proprio lui, simbolo della reazione speculativa italianissima, del piano B del Milan – a dire poco – una volta sfumata l’utopia internazional-progressista di Rangnick, il profeta che sarebbe venuto qui in Italia ad insegnare calcio a noi poveri zotici trogloditi e difensivisti (si è visto poi il Milan di Pioli quanto “non avesse futuro”, ma sicuramente Rangnick avrebbe vinto campionato e Champions League, come d’altronde il maestro Bielsa al posto di quel povero sfigato di Simoncino Inzaghi alla Lazio). Però Stefano, un po’ di riconoscenza! Non ti ci mettere anche tu, di grazia. Ne abbiamo già troppi di mitomani progressisti, attentatori compulsivi del football che mirano a trasformare gli stadi europei in laboratori e set hollywoodiani. D’altronde, direbbe qualcuno, ce lo chiedono i più giovani (semicit.).



Visto comunque che “ci piace il calcio offensivo” (?), e vogliamo fustigare chi torna nella sua metà campo, proporremmo anche una scarica elettrica per chi passa il pallone al portiere, trasmessa con tanto di slow-motion sui maxischermi per il delirio di folle urlanti. Il gol da fuori area poi potrebbe valere 2, quello in rovesciata almeno 5, e si potrebbe anche studiare un metodo di punti per premiare chi tira di più: vi sembra giusto che una Salernitana possa pareggiare con una, che so, Fiorentina, tirando in porta una sola volta contro 10? Proponiamo allora un bonus, un gol ogni 5 tiri nello specchio avversario. E ogni tre pali, due reti in omaggio. O comunque un sistema a punti, come nella boxe, che favorisca il calcio offensivo che tanto ci piace. D’altronde il tempo, si sa, è denaro, e ogni minuto perso è un tik-toker che se ne va.

SUPPORTA !

Ormai da anni rappresentiamo un’alternativa nella narrazione sportiva italiana: qualcosa che prima non c’era, e dopo di noi forse non ci sarà. In questo periodo abbiamo offerto contenuti accessibili a tutti non chiedendo nulla a nessuno, tantomeno ai lettori. Adesso però il nostro è diventato un lavoro quotidiano, dalla prima rassegna stampa della mattina all’ultima notizia della sera. Tutto ciò ha un costo. Perché la libertà, prima di tutto, ha un costo.

Se ritenete che Contrasti sia un modello virtuoso, un punto di riferimento o semplicemente un coro necessario nell'arena sportiva (anche quando non siete d’accordo), sosteneteci: una piccola donazione per noi significa molto, innanzitutto il riconoscimento del lavoro di una redazione che di compromessi, nella vita, ne vuole fare il meno possibile. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo.

Sostieni

Gruppo MAGOG

Federico Brasile

70 articoli
Tra Mihajlovic e il Bologna era giusto che finisse
Papelitos
Federico Brasile
07 Settembre 2022

Tra Mihajlovic e il Bologna era giusto che finisse

La compassione, per uno come Sinisa, sarebbe l'affronto peggiore.
Sentir parlare Mourinho è ossigeno puro
Papelitos
Federico Brasile
28 Agosto 2022

Sentir parlare Mourinho è ossigeno puro

Uomini, altro che moduli e schemi.
Il Sassuolo è una bottega troppo, ma troppo cara
Papelitos
Federico Brasile
24 Luglio 2022

Il Sassuolo è una bottega troppo, ma troppo cara

A tutto c'è un limite, anche alle plusvalenze.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Peppe, datti al golf!
Papelitos
Federico Brasile
20 Giugno 2022

Peppe, datti al golf!

Con stima e affetto, ma sei proprio catalano.
Il Milan senza pubblico è da Scudetto
Calcio
Antonio Aloi
07 Ottobre 2020

Il Milan senza pubblico è da Scudetto

Giovane, senza pressioni e solido: il Diavolo sta tornando?
Pure gli invasori di campo ci fanno la morale
Papelitos
Federico Brasile
05 Giugno 2022

Pure gli invasori di campo ci fanno la morale

Non resiste più nemmeno il situazionismo.
Allenatore padre padrone
Calcio
Antonio Aloi
18 Settembre 2021

Allenatore padre padrone

Quanto incide sul risultato finale il lavoro di un tecnico.
Moralisti col c… degli altri
Papelitos
Federico Brasile
29 Novembre 2021

Moralisti col c… degli altri

Il sessismo nel mondo del calcio c'è, ma sta altrove.