La serie C vive una fase di profonda crisi. Il sistema, di cui più volte abbiamo analizzato le pecche, sembra per di più oramai inerme, succube ed incapace di reagire alle diverse vicende negative che lo interessano. L’ultimo episodio stamane, sabato 23 novembre 2019, quando la Procura distrettuale di Catania ha arrestato tre persone per “frode in competizione sportiva”, in un’inchiesta dai risvolti maggiori che, con estrema probabilità, amplierà nei prossimi giorni il quadro delle indagini. 

 

Quando accendiamo i riflettori sul “calcioscommesse” ci troviamo spesso di fronte ad organizzazioni di una certa caratura, ben strutturate e definite nei modus operandi, come accadde con le operazioni Last Bet o Dirty Soccer di un pio di anni fa. Tuttavia, il caso odierno, ci delinea come la sempre maggiore pratica delle scommesse clandestine abbia allargato il proprio bacino d’utenza, coinvolgendo anche piccoli gruppi che, attraverso operazioni seppur all’apparenza minori, risultavano comunque in grado di inserirsi nel grande giro d’affari del betting illegale.

L’importanza nell’arresto dei tre indagati non riguarda tanto il contenuto dell’inchiesta quanto invece il modus operandi delle nuove tipologie di combine: non si tratta infatti delle classiche giocate 1-X-2-OV-UN, bensì del numero angoli o rimesse laterali.

L’importanza dell’arresto dei tre indagati – un titolare di un centro scommesse, un difensore tesserato della Società Bisceglie (militante nel girone C di serie C), ed un terzo soggetto – non riguarda tanto il contenuto dell’inchiesta quanto invece il modus operandi delle nuove tipologie di combine: non si tratta infatti delle classiche giocate 1-X-2-OV-UN, bensì del numero angoli o rimesse laterali. Tutto attraverso siti di betting stranieri con sede, chiaramente, in paradisi legislativi (molto più complessi da monitorare, con modalità di scommesse diverse e quote maggiorate).

 

Che poi, naturalmente, condizionare il risultato finale di un evento è estremamente più complesso che gonfiare il conteggio dei corner o dei falli laterali, o stabilire a chi sarà assegnato il primo di questi: a queste condizioni, anche per gli organi di sorveglianza, il tutto si complica notevolmente.

 

 Il video della Polizia di Stato sulle indagini

 

Nessuno tuttavia sembra voler affrontare le cause di una simile degenerazione, che ha fatto del sistema scommesse un attore protagonista del nostro calcio. Tramite una capillare ramificazione nel tessuto sociale ed economico, infatti, queste compagnie hanno introdotto ingenti quantità di denaro nel professionismo sportivo – specie calcistico – con commercializzazioni e sponsorizzazioni milionarie.

 

Non dimentichiamo che fino a qualche hanno fa la serie B era Serie BWIN, proprio negli anni più bui per i nostri campionati: una ventata di ossigeno, sotto forma di assegni e denari, che fece respirare molte poltrone ai vertici del calcio italiano.

 

Le partite sotto la lente d’ingrandimento, come emerso dalla conferenza stampa presso la Questura di Catania, sono: Trapani-Bisceglie, Rende-Bisceglie, Bisceglie-Sicula Leonzio. Tutte dello scorso anno, dove il calciatore indagato Giordano Maccarrone – oggi in forza al Foggia ma all’epoca dei fatti al Bisceglie – si presume fosse diretto ambasciatore in campo del piccolo gruppo.

Non dimentichiamo che fino a qualche hanno fa la serie B era Serie BWIN, proprio negli anni più bui per i nostri campionati.

La preoccupazione maggiore giunge proprio dall’estrema facilità con cui è stato possibile alterare l’esito dei match, senza grossi finanziatori o clan criminali alle spalle. Capiamo allora come in una realtà come quella delle serie minori, dove le società sono in perenne crisi economica, gli stipendi non vengono pagati, le strutture non sono adeguate, cadere nella trappola delle scommesse è una possibilità concreta per un calciatore; se a ciò si aggiunge la possibilità di scommettere sulle partite di serie D, con controlli decisamente minori, allora la situazione si fa davvero allarmante.

In una realtà come quella delle serie minori, dove le società sono in perenne crisi economica, gli stipendi non vengono pagati, le strutture non sono adeguate, cadere nella trappola delle scommesse è una possibilità concreta per un calciatore.

La necessità è dunque ridiscutere i confini nei quali far operare queste agenzie, le quali danno l’impressione di non essere affatto consapevoli degli scenari illeciti che generano, soprattutto nelle serie minori (o, più probabilmente, se ne fregano pesando il tutto su una bilancia commerciale favorevole).

 

La credibilità di uno sport non si fabbrica a tavolino con pubblicità strappalacrime sulla lotta alla pirateria, o attraverso misure repressive e restrittive nei confronti dei tifosi, ma si coltiva con decise prese di posizione nei confronti di quelle minacce che, a quanto pare, si sono ormai diffuse come virus all’interno di tutto l’organismo.